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Tannetum conquista social e televisione

Tannetum conquista social e televisione

L’archeologo Paolo Storchi, dopo la parentesi all’Eredità: «Ora aspettiamo fondi da Stato e Regione»

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GATTATICO. «Devolverò parte dell’incasso vinto a “L’eredità” alla terza campagna di scavi a Tannetum, che a questo punto è certa. Sono contento di aver fatto conoscere il sito a livello nazionale, ma servirebbero nuovi finanziatori per realizzare una campagna archeologica più in grande. Abbiamo trovato perfino un castello: bisognerebbe musealizzarlo e lasciarlo in bella vista, ma purtroppo per mancanza di fondi l’anno scorso abbiamo dovuto riseppellire tutto».

Paolo Storchi, 32 anni, l’archeologo dottore in topografia antica che in questi giorni è stato seguitissimo come concorrente alla trasmissione a quiz “L’eredità” di Rai1 condotta da Fabrizio Frizzi, guarda al futuro. Nella prima puntata di martedì scorso Storchi è diventato campione senza vincere nulla. Nella seconda puntata si è aggiudicato 10.625 euro alla prova della “ghigliottina”, mentre ieri sera il concorrente è uscito in semifinale, terminando l’esperienza. La parentesi televisiva del ricercatore ha avuto un’eco mediatica immediata. «Il primo a chiamarmi è stato il sindaco di Gattatico, Gianni Maiola, che ha detto: allora Tannetum tre si farà. Poi il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti, che su Facebook ha commentato: Cultura vera, presenza scenica e tanta, tanta simpatia... vai Proff! Ci vediamo a Tannetum». Tante reazioni si sono registrate sulla pagina Facebook “Tannetum Hunters”: «Abbiamo avuto 160 nuovi iscritti in una mezza giornata, ora siamo seguiti da 1.300 persone e sono in continuo aumento», sottolinea Storchi. Proprio su Tannetum Hunters lo scrittore I.L. Federson (è uno pseudonimo, uno dei suoi libri gialli, “Viking Connection”, è ambientato proprio nel luogo degli scavi al Castellazzo) ha scritto: «Il sottosuolo di Gattatico per varie ragioni ha restituito ancora pochissimo della sua storia, che è tra le più ricche del territorio emiliano. Mi auguro che uno (o più) sponsor intelligenti sappiano cogliere l’occasione di finanziare questi scavi, che, ora più che mai, permetteranno di raccogliere un ritorno di immagine elevatissimo».

Storchi concorda: «Gli scavi hanno costi minimi: nella campagna del 2017 abbiamo speso 8mila euro. Finora dallo Stato e dalla Regione non è arrivato un centesimo: i contributi sono stati dei Comuni di Sant’Ilario e Gattatico (per vitto e alloggio degli studenti), dai gruppi di archeologia locali e da qualche sponsor (Mondo Verde, Capelli Service, un agriturismo). L’interesse tra la popolazione è alto, in agosto-settembre avevamo ogni giorno una cinquantina di cittadini che venivano a vedere, ma non è corrisposto un pari interesse tra le istituzioni e tra chi potrebbe darci una mano. Tra l’altro il Castellazzo, dove abbiamo scavato al confine tra i due comuni, situato dietro l’ex fabbrica, è un terreno di proprietà di Fagioli».

Parte della vincita sarà destinata anche ad un’altra iniziativa. «Un convegno internazionale, organizzato insieme all’associazione Studium Regiense, sui luoghi dello spettacolo nell’antichità (teatri, anfiteatri, circhi): si dovrebbe svolgere a marzo a Reggio, siamo in attesa di conferma. Sarebbe la prima volta». E sognare non costa nulla: «Il mio sogno nel cassetto, se trovassimo i fondi, è di poter realizzare un parco archeologico a Tannetum: sarebbe una sistemazione museale importante per le comunità e per tutta la regione». (am.p.)

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