Gazzetta di Reggio

Reggio

Avances e botte in strada l’arrestato nega le accuse

Avances e botte in strada l’arrestato nega le accuse

Disposti ieri i domiciliari per l’egiziano di 42 anni fermato in centro storico Al vaglio le immagini: davanti al giudice ha affermato di essere lui la vittima

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA . È accusato di aver importunato una studentessa e di aver poi aggredito il fratello, finito in ospedale con una gamba rotta. Ieri, il gup Luca Ramponi, ha deciso di mantenere la misura degli arresti ma preferendo al carcere i domiciliari, ai quali l’egiziano 42enne Salam Ibrahim Mohammed Ahmed è ora ristretto. L’uomo, un lattoniere di Quattro Castella, è comparso ieri in tribunale difeso dall’avvocato Giuseppe Caldarola. Ha negato di aver avvicinato la ragazzo e di essere invece lui la vittima di un brutale pestaggio. Una vicenda sulla quale potrebbero fare luce ora l’acquisizione anche dei filmati delle telecamere presenti in zona. Siamo infatti fra viale Umberto I e viale Montegrappa, dove due fratelli reggiani hanno raccontato di aver vissuto momenti tremendi giovedì sera, intorno alle 21.

Tutto comincia con l’arrivo dell’autobus in viale Umberto I, da cui scende una studentessa 20enne che a piedi punta verso viale Montegrappa dove ha appuntamento con il fratello che la deve accompagnare a casa. Durante il tragitto la giovane pian piano capisce d’essere seguita da un uomo alla guida di un furgoncino. Ma chi è al volante comincia anche ad importunarla, con frasi, suonando il clacson e fischiando ripetutamente al suo indirizzo. Dopo aver percorso 300 metri sotto quella pressione, finalmente la 20enne raggiunge il fratello che si accorge subito di quanto sia preoccupata. Resosi conto della situazione, il fratello va a chiedere spiegazioni all’uomo sul furgoncino. Dalle parole si passa ad un vero e proprio pestaggio, come ricostruito dai carabinieri attraverso alcune testimonianze. L’egiziano sbatte contro un muro il 22enne, lo fa cadere a terra, gli rifila dei calci in faccia e gli salta letteralmente sopra una caviglia. La sorella grida, chiede aiuto e c’è chi assiste alla furiosa lite. Violenza che termina solo con l’arrivo prima di una pattuglia della polizia municipale e poi dei carabinieri. Il nordafricano – un richiedente asilo che poi ha regolarizzato la propria posizione – finisce in manette con l’accusa di lesioni personali. Per le ferite riportate il 22enne viene portato in ospedale ed operato per la frattura alla caviglia destra. Ha anche lesioni su varie parti del corpo. Ricoverato al Santa Maria Nuova, ha una prognosi superiore ai sessanta giorni.

Anche l’egiziano è finito in ospedale con una prognosi di 15 giorni. Non ha precedenti ma ha confermato di essere finito sopra al fratello della ragazza ma solo per difendersi durante la violenta collutazione. Secondo la sua versione sarebbe stato il ragazzo a bussare sul finestrino all’egiziano, inveendo contro di lui e innescando il pestaggio. (e.l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google