Gazzetta di Reggio

Reggio

Bimbi palpeggiati, la difesa li chiama in aula

Bimbi palpeggiati, la difesa li chiama in aula

Correggio, braccio di ferro con la procura sul caso di pedofilia che grava su un consulente aziendale

2 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. Si annuncia combattuto il processo di primo grado con rito ordinario chiesto dalla difesa del consulente d’azienda 60enne di Correggio accusato di abusi su minori, arrestato dai carabinieri in flagranza di reato mentre era nei pressi di un oratorio novellarese. L’uomo si è sempre dichiarato innocente e l’unica voce sentita finora è quella del carabiniere che lo ha visto mentre palpeggiava un bimbo di 9 anni. Il professionista aveva detto di avere solo giocato a calcio con quei ragazzini (era presente anche un amichetto di 10 anni), per poi estrarre delle monete da una tasca dei calzoni del bimbo più piccolo.

Il rito abbreviato chiesto dal difensore dell’indagato, l’avvocato Nicola Tria, era condizionato all’escussione dei due bambini, che non sono stati ancora sentiti. Proprio questa necessità mal si concilia con questo rito, che consente uno sconto della pena ma la cui velocità non permetterebbe di sentire i piccoli testimoni, come messo agli atti dal giudice per l’indagine preliminare Giovanni Ghini.

Quest’ultimo ha quindi optato per andare a dibattimento, potendo così sentire i due minori coinvolti direttamente nella vicenda, rimasti per ora inascoltati. L’uomo, infatti, sul quale grava una pesante accusa di pedofilia, avrebbe messo nel mirino i due bambini che si trovavano vicino all’oratorio.

Dopo aver carpito la loro fiducia scherzando e giocando con loro – i bimbi hanno meno di dieci anni – secondo l’accusa il 60enne ha allungato le mani su di uno dei due minorenni per compiere atti sessuali. Toccamenti nelle parti intime del bambino. In pratica, tutto ciò sarebbe avvenuto sotto gli occhi dei carabinieri di Novellara, che intervengono e mettono fine a queste “attenzioni”, bloccando l’uomo, già segnalato in precedenza per un episodio analogo. La procura – rappresentata dal pm Maria Rita Pantani – ha messo agli atti il verbale con le dichiarazioni del carabiniere. In udienza la difesa avrebbe contestato che si tratta di un’osservazione a distanza, e che per la gravità del reato è necessario ascoltare i due bimbi, uno vittima diretta e l’altro testimone del fatto. (e.l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google