Di Maio: «Giù le mani da una vera icona»
Lo dice il candidato premier M5s dopo la decisione del dem Boccadutri di rivolgersi all’Authority
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REGGIO EMILIA. «Qui siamo davanti a un’intimidazione bella e buona nei confronti di un’artista da parte del partito che, pur essendo minoranza nel Paese, controlla la Rai e il governo». Lo scrive su Facebook il candidato premier M5s Luigi Di Maio. Che continua: «Giù le mani da Orietta Berti! È un’icona della musica italiana e dell’Emilia Romagna. Nessuno può pensare di discriminarla per le sue idee politiche ed è suo diritto esprimersi e parlare liberamente. Il Pd le chieda immediatamente scusa e la smetta di minacciare chiunque si avvicini al Movimento 5 Stelle. Orietta Berti è una donna che non deve dire grazie a nessuno e sicuramente sapeva che la sua presa di posizione avrebbe dato fastidio a qualcuno. Nonostante questo l'ha fatto e a lei va il mio grazie».
Fatto sta che il Pd non è stato a guardare. «A Radio 1, durante “Un giorno da pecora”, un’artista come Orietta Berti ha espresso tranquillamente la sua intenzione di voto a favore del Movimento 5 stelle. È legale? Lo chiederemo all’Agcom, con un esposto»: lo ha dichiarato Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai».
«Il Pd – questa la reazione di Michele Dell’Orco, deputato del Movimento 5 Stelle – ha ormai talmente perso di vista il contatto con la realtà e il senso delle vere priorità per il Paese che riesce a fare anche di Orietta Berti un boomerang per se stesso, dimostrando così l’ingenuità, oltre che la pretestuosità, delle proprie uscite. Da ore in Trending Topic su Twitter l’hashtag #OriettaBerti testimonia esattamente questo: la grande presa in giro dei cittadini innescata dalla “genialatà” del parlamentare piddino Boccadutri, che ha presentato un esposto all’Agcom contro l’endorsement di Orietta Berti». E ancora: «Siamo davanti alla disperazione del Pd: addirittura attaccano Orietta Berti per aver dichiarato che avrebbe votato il M5S alle prossime elezioni politiche. Ora capiamo perché sono ai minimi storici»: così Mirella Liuzzi, deputata dei 5 Stelle e componente della commissione di Vigilanza Rai.
«Unico disperato – questa la controrisposta su twitter del deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai del Pd – sembra Di Maio, che si precipita a pubblicare selfie con Orietta Berti, ospite fissa da Fazio: si candida alle elezioni o a Sanremo? Intanto abbiamo scoperto che per il partito di Grillo la Rai è libera solo se fa propaganda al M5s».
Fatto sta che il Pd non è stato a guardare. «A Radio 1, durante “Un giorno da pecora”, un’artista come Orietta Berti ha espresso tranquillamente la sua intenzione di voto a favore del Movimento 5 stelle. È legale? Lo chiederemo all’Agcom, con un esposto»: lo ha dichiarato Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai».
«Il Pd – questa la reazione di Michele Dell’Orco, deputato del Movimento 5 Stelle – ha ormai talmente perso di vista il contatto con la realtà e il senso delle vere priorità per il Paese che riesce a fare anche di Orietta Berti un boomerang per se stesso, dimostrando così l’ingenuità, oltre che la pretestuosità, delle proprie uscite. Da ore in Trending Topic su Twitter l’hashtag #OriettaBerti testimonia esattamente questo: la grande presa in giro dei cittadini innescata dalla “genialatà” del parlamentare piddino Boccadutri, che ha presentato un esposto all’Agcom contro l’endorsement di Orietta Berti». E ancora: «Siamo davanti alla disperazione del Pd: addirittura attaccano Orietta Berti per aver dichiarato che avrebbe votato il M5S alle prossime elezioni politiche. Ora capiamo perché sono ai minimi storici»: così Mirella Liuzzi, deputata dei 5 Stelle e componente della commissione di Vigilanza Rai.
«Unico disperato – questa la controrisposta su twitter del deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai del Pd – sembra Di Maio, che si precipita a pubblicare selfie con Orietta Berti, ospite fissa da Fazio: si candida alle elezioni o a Sanremo? Intanto abbiamo scoperto che per il partito di Grillo la Rai è libera solo se fa propaganda al M5s».
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