Muore il giorno dopo l’incidente d’auto
di Luca Tondelli
Villa Minozzo: Sandrino Riatti, 85 anni, non si è più ripreso dopo essere uscito di strada. Ancora ricoverata la moglie
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di Luca Tondelli
VILLA MINOZZO. Non ce l’ha fatta Sandrino Riatti, l’85enne che al volante della sua Fiat Panda, su cui viaggiava insieme alla moglie di 84 anni, giovedì sera era uscito di strada lungo la sp 108, tra Bondolo e la località Pianello, con l’auto che era finita contro un albero. Mentre la donna non aveva subito conseguenze gravi (è stata tenuta precauzionalmente sotto osservazione all’ospedale castelnovese) Riatti aveva riportato diversi traumi, in particolare al capo e al volto, tanto che dopo l’iniziale ricovero al Sant’Anna era stato trasportato urgentemente a Reggio Emilia, dove dopo un giorno in rianimazione il suo cuore si è fermato.
Con Riatti se ne va una “colonna” del paese di Cerrè Sologno, importante borgata villaminozzese dove la famiglia vive. «Mi spiace davvero moltissimo – affermava ieri raggiunto telefonicamente il sindaco, Luigi Fiocchi – perché Sandrino era un punto di riferimento per il suo paese, con cui avevamo avuto occasione diverse volte di collaborare. Era uno dei consiglieri più attivi del “Comitato Usi Civici” del paese, ma in generale una persona di grandissima disponibilità che si dava sempre da fare per Cerrè Sologno. La sua è una grave perdita».
Parole confermate anche da Marco Bertoia, amico, compaesano di Riatti e responsabile degli stessi Usi Civici di Cerrè Sologno: «Sapere che Sandrino non ce l’ha fatta è una bruttissima notizia, che getterà sconforto in tutto il paese a cui era legatissimo. Ha sempre fatto l’agricoltore, la sua era una azienda agricola storica, fin dal dopoguerra, e anche se qualche anno fa aveva venduto le mucche, ancora oggi coltivava i suoi campi, fino all’ultimo giorno, occupandosi del fieno e tagliando la legna. Per noi era una figura cardine, anche un po’ la nostra memoria storica: quando c’era un dubbio su un confine, l’estensione di un podere, lui sapeva sempre tutto, e quando c’era da organizzare qualcosa lui c’era sempre. Era anche molto attivo in parrocchia: fino a quando ha abitato qui don Gino Castellini, Sandrino era in pratica il suo braccio destro e lo accompagnava dovunque dovesse andare. Non aveva figli, ma era legatissimo ai suoi nipoti, in particolare il figlio di sua sorella che stava molto tempo qui con loro. E anche con me ha avuto un rapporto quasi filiale, non lo dimenticherò così come credo lo ricorderanno tutti gli abitanti di Cerrè Sologno». Era anche appassionato di calcio, grande tifoso della Juventus. La data dei funerali non è stata ancora comunicata.
VILLA MINOZZO. Non ce l’ha fatta Sandrino Riatti, l’85enne che al volante della sua Fiat Panda, su cui viaggiava insieme alla moglie di 84 anni, giovedì sera era uscito di strada lungo la sp 108, tra Bondolo e la località Pianello, con l’auto che era finita contro un albero. Mentre la donna non aveva subito conseguenze gravi (è stata tenuta precauzionalmente sotto osservazione all’ospedale castelnovese) Riatti aveva riportato diversi traumi, in particolare al capo e al volto, tanto che dopo l’iniziale ricovero al Sant’Anna era stato trasportato urgentemente a Reggio Emilia, dove dopo un giorno in rianimazione il suo cuore si è fermato.
Con Riatti se ne va una “colonna” del paese di Cerrè Sologno, importante borgata villaminozzese dove la famiglia vive. «Mi spiace davvero moltissimo – affermava ieri raggiunto telefonicamente il sindaco, Luigi Fiocchi – perché Sandrino era un punto di riferimento per il suo paese, con cui avevamo avuto occasione diverse volte di collaborare. Era uno dei consiglieri più attivi del “Comitato Usi Civici” del paese, ma in generale una persona di grandissima disponibilità che si dava sempre da fare per Cerrè Sologno. La sua è una grave perdita».
Parole confermate anche da Marco Bertoia, amico, compaesano di Riatti e responsabile degli stessi Usi Civici di Cerrè Sologno: «Sapere che Sandrino non ce l’ha fatta è una bruttissima notizia, che getterà sconforto in tutto il paese a cui era legatissimo. Ha sempre fatto l’agricoltore, la sua era una azienda agricola storica, fin dal dopoguerra, e anche se qualche anno fa aveva venduto le mucche, ancora oggi coltivava i suoi campi, fino all’ultimo giorno, occupandosi del fieno e tagliando la legna. Per noi era una figura cardine, anche un po’ la nostra memoria storica: quando c’era un dubbio su un confine, l’estensione di un podere, lui sapeva sempre tutto, e quando c’era da organizzare qualcosa lui c’era sempre. Era anche molto attivo in parrocchia: fino a quando ha abitato qui don Gino Castellini, Sandrino era in pratica il suo braccio destro e lo accompagnava dovunque dovesse andare. Non aveva figli, ma era legatissimo ai suoi nipoti, in particolare il figlio di sua sorella che stava molto tempo qui con loro. E anche con me ha avuto un rapporto quasi filiale, non lo dimenticherò così come credo lo ricorderanno tutti gli abitanti di Cerrè Sologno». Era anche appassionato di calcio, grande tifoso della Juventus. La data dei funerali non è stata ancora comunicata.
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