Salvò una bambina dopo il sisma del Belice, pompiere reggiano premiato
Il reggiano Ivo Soncini salvò dalle macerie, dove rimase per 52 ore, una bimba di 6 anni che divenne il simbolo di quel terremoto
REGGIO EMILIA. Questa mattina, nella valle del Belice, è stato onorato un cittadino reggiano. All’ex vigile del fuoco Ivo Soncini, 70 anni, è stato infatti conferito un riconoscimento all’auditorium “Giacomo Leggio” di Partanna (Trapani) alla presenza del capo dello Stato. Un tributo che arriva 50 anni dopo il terribile terremoto di magnitudo 6.4 che la notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 colpì il Belice, nella Sicilia occidentale, devastando le province di Trapani, Agrigento e Palermo.
In tale circostanza il giovane Ivo Soncini, volontario dei vigili del fuoco, riuscì a estrarre ancora viva dalle macerie una bimba di sei anni, Eleonora Di Girolamo, la piccola “cudduredda” che però non sopravvisse: morì pochi giorni dopo di polmonite. E' stata la sorella della bambina, che porta il suo stesso nome, Eleonora Di Girolamo, a premiare il reggiano.
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Era solo un ventenne quando Ivo Soncini venne chiamato per soccorrere le persone tragicamente colpite dal sisma. Aveva chiesto di poter svolgere il servizio di leva nei vigili del fuoco, così era stato mandato a Roma, dove era rimasto quattro mesi per l’addestramento. In seguito si era trasferito a Modena e poi a Passo Corese, vicino a Rieti, dove doveva svolgere il corso di abilitazione all’utilizzo di mezzi speciali in situazioni di emergenza. In quell’occasione, il 15 gennaio, lui e i suoi due compagni furono chiamati giù in Sicilia.
Da Ciampino arrivarono a Trapani, per poi giungere il 17 nelle zone terremotate. Montevago, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale furono i comuni più colpiti, le scosse continuarono per giorni. Quando i primi soccorsi arrivarono in prossimità dell’epicentro, si scoprì che le strade erano state “risucchiate” dalla terra e molti collegamenti con i paesi colpiti furono praticamente impossibili sino alla notte tra il 15 e il 16, ossia ventiquattrore dopo la violentissima scossa.
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Furono impegnati nei soccorsi più di settemila militi provenienti da tutt’Italia: vigili del fuoco, Croce Rossa ed esercito. Fu Ivo ad estrarre dalle macerie una bambina di appena sei anni, Eleonora Di Girolamo, soprannominata “Cudduredda”, rimasta sotto i calcinacci per 52 ore. Avevano appena tirato fuori il corpo senza vita della nonna, quando il giovane volontario sentì una voce di bambina, anzi, un sussurro, in mezzo alla polvere, che chiedeva aiuto.
«Cominciai a parlarle, a chiederle come si chiamava e quanti anni avesse. Le facevo coraggio e le ripetevo che l’avremmo salvata». E così, scavando a mano nude, riuscì finalmente a tirarla fuori dal cumulo di travi che la imprigionavano. «La presi in braccio e la portai su un mezzo di soccorso con il quale arrivò al più vicino ospedale.
Era rimasta sotto le rovine per oltre due giorni, per cui le sue condizioni erano molto gravi». Dall’ospedale da campo, di corsa fino a Palermo con l’elicottero. Nonostante le cure dei medici, però, la piccola non si riprese. «Quei momenti, quegli episodi, quei giorni, quel periodo di soccorso sono rimasti indelebili per tutto il proseguo della mia vita. E poi le emozioni furono così grandi che mai si potranno dimenticare. Per me c’era sempre quel cruccio e quel ricordo: volevo portare un fiore su quella piccola tomba».
Nel 2008 è riuscito ad entrare in contatto con i familiari della bambina, con i quali ancora oggi si sente. Per il quarantesimo anniversario, Ivo Soncini è stato chiamato per un riconoscimento dal Comune di Gibellina. Oggi, dieci anni più tardi, il suo valore è stato riconosciuto dalle alte cariche istituzionali.
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