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Vetto, azzannata da un cane: «La mia odissea in cerca di cure»

di Ambra Prati
Vetto, azzannata da un cane: «La mia odissea in cerca di cure»

La 53enne Silvia Maggiali, ex delegata regionale della Croce Rossa: «Al Franchini ho atteso invano per ore l’antitetanica, la guardia medica di Canossa non l’aveva...»

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VETTO . «Sono stata morsicata al volto da un cane e ho dovuto girare per oltre quattro ore per trovare qualcuno che mi medicasse. Un disservizio a livello sanitario inaccettabile». A raccontarelo è Silvia Maggiali, 53 anni, residente a Piagnolo di Vetto, impiegata alla Camera di commercio, che in passato è stata stata delegata regionale dei volontari di Croce Rossa all’epoca di Pino Sconza, colonna della Cri e ispettore regionale scomparso nel 2012 a 64 anni. «Insieme abbiamo fondato parecchi gruppi di Croce Rossa in regione, da Piacenza a Cattolica, negli anni dall’81-82 al 2001».

La disavventura risale a domenica pomeriggio quando, durante una passeggiata non lontano da casa, la 53enne è stata aggredita e morsa da un pastore maremmano. «Preciso che i proprietari del cane sono stati molto corretti. Sono stata io ad accarezzare l’animale, lui si è spaventato e ha reagito». Il cane l’ha morsicata sulla parte destra del viso, procurandole vistose lesioni. «La mia faccia faceva paura – prosegue Silvia –. Per fortuna l’animale era legato ed è andata bene, perché mi ha sfiorato l’occhio». E qui inizia l’odissea per trovare un medico. «Da ex militante Cri, so che in questi casi occorre la medicazione e una iniezione di antitetanica. Sono quindi uscita di casa alle 17.30 dirigendomi in ambulanza all’ospedale Franchini di Montecchio, dove però avevo un codice non urgente e c’era una gran coda. Sono rimasta in attesa fino alle 20.45, quando ho desistito, andandomene dopo aver firmato una liberatoria – spiega la donna –. Poiché ero senza auto, mi sono fatta accompagnare da una amica alla guardia medica di Canossa, di fianco alla sede della Cri. Però la guardia medica non disponeva dell’antitetanica. A quel punto mi è venuto a prendere il proprietario del cane con la madre e mi hanno accompagnato al pronto soccorso di Castelnovo Monti, dove finalmente mi hanno disinfettato, iniettato l’antitetanica, prescritto degli antibiotici e compilato il referto sull’accaduto, visto che dovrò assentarmi dal lavoro per un mese e mezzo. L’aspetto che vorrei sottolineare è la carenza dell’assistenza sanitaria: non è possibile impiegare ore per una puntura. Un grazie davvero di cuore all’ospedale di Castelnovo Monti, dove ho fatto tutto in un quarto d’ora. Sono orgogliosa di essere nelle mie montagne, dove le persone lavorano con dedizione, professionalità e anche con un “come stai”».

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