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Barilli: «Perdóno gli ultras e dono i soldi alla Reggiana»

di Enrico Lorenzo Tidona
Barilli: «Perdóno gli ultras e dono i soldi alla Reggiana»

Rimessa la querela per le offese ricevute su facebook da cinque tifosi granata All’ex presidente 7mila euro: «Cinquemila li darò alle giovanili della Regia»

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REGGIO EMILIA. «Possiamo dire che abbiamo fatto la pace: è tutto finito per il meglio. Ho rimesso la querela e gli ultras hanno fatto ciò che volevano fin dall’inizio: aiuteranno la Reggiana. Non con le offese, bensì attraverso la donazione dei soldi della transazione che andranno alle giovanili della squadra». Alessandro Barilli chiude la pratica legale, definita più volte dolorosa, che lo vedeva parte lesa nel processo per le offese ricevute via facebook da cinque ultras della Reggiana quando era presidente della società calcistica.

I cinque imputati, dopo aver fatto la voce grossa sul web, si erano già rimangiati nelle scorse udienze le frasi ingiuriose che sono valse loro l’accusa di diffamazione e la richiesta iniziale da parte di Barilli di 50mila euro. Una richiesta giudicata esorbitante, scesa poi a 7mila euro, 5mila dei quali Barilli – come riportato nero su bianco – devolverà alle giovanili della Reggiana. A versare la somma sono stati – con tanto di consegna, ieri in aula, dei relativi assegni – Luca Saccani, Luca Benassi, Andrea Cagni, Pasquale D’Angelo e Luca Sghedoni.

«Sono contento per come è andata a finire, trovare un accordo è stata la soluzione migliore», ha detto brevemente dopo l’udienza in tribunale a Reggio l’ex presidente Barilli, che aveva affermato di poter «accettare critiche sportive o societarie, non insulti personali contro di me e a chi mi sta vicino».

Poi, però, dall’intransigenza iniziale e dalla richiesta di risarcimento è giunto alla remissione ieri della querela nell’aula del giudice Stefano Catellani.

Una conciliazione invocata da ambo le parti, culminata con la lettera di scuse messa ieri agli atti dopo essere già stata letta dagli avvocati Annalisa Bassi e Helmut Bartolini, che hanno consegnato gli assegni e prodotto alla corte la transazione in denaro con Barilli. Sarà proprio l’ex presidente granata a dover scegliere modi e tempi per la consegna dei soldi ai calciatori in erba della Reggiana.

Nella lettera di scuse (che è possibile leggere integralmente qui a lato) i cinque imputati fanno una netta marcia indietro. Parlano infatti di offese gratuite dovute dalla «frustrazione degli insuccessi sportivi 2010-2015», dei quali incolpavano l’ex presidente, «anche se i risultati ottenuti dalla nostra squadra nel suo ultimo anno e quelli invece conseguiti dopo il passaggio di proprietà nel campionato successivo hanno dimostrato in modo evidente il contrario». Barilli aveva un ruolo che lo esponeva alle critiche, sale peraltro della polemica sportiva che, nel 2014, ha superato il segno per mano di cinque tifosi che lo hanno insultato su una delle pagine facebook aperte dalle tifoserie granata. «Ho sempre accettato le critiche ma non posso accettare quelle basate su bugie e su offese personali, gratuite e rivolte per di più alla mia famiglia» è il pensiero che fu espresso da Barilli, parte civile al processo scaturito da una sua denuncia contro i tifosi che lo avevano attaccato.

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