«Gas piombato senza avvisi né spiegazioni»
San Martino: la protesta dell’ex assessore Tirelli. Iren: dev’essere andato smarrito un cartellino
3 MINUTI DI LETTURA
SAN MARTINO IN RIO. A causa di un “disguido”, si ritrova con il gas staccato e la casa al gelo. È’ accaduto non ad un cittadino in difficoltà con i pagamenti, ma a una persona che assicura di avere sempre pagato ogni bolletta e di avere seguito tutti i regolari passaggi burocratici quando, un anno fa, ha ristrutturato la villetta in cui abita con la famiglia. «Eppure – assicura Andrea Tirelli, ex assessore al bilancio di Sann Martino in Rio – mi hanno piombato il gas metano senza alcun avviso né spiegazione, pur avendo in casa un bambino di 8 anni. Ritengo sia un abuso. Ma anche solo riuscire a parlare con Iren è un’impresa».
Di fatto, l’altra sera Tirelli è rientrato dal lavoro e ha notato che il bruciatore, installato dopo che l'anno scorso aveva ristrutturato casa, segnalava un errore. E ha chiamato l'idraulico di fiducia, che ha assistito alle chiamate in viva voce ad Iren per avere spiegazioni. Poi Tirelli ha scoperto che non funzionava nemmeno il gas del fornello. «Così ho capito che non si trattava di un guasto al bruciatore, ma dell'interruzione del gas. Non essendoci lavori in corso e non avendo toccato nessuna leva, ho ovviamente di nuovo telefonato all’idraulico, il quale è andato a guardare dentro la cassetta dove c'è il contatore, portandomi un biglietto (che era dentro, non attaccato fuori) in cui mi comunicavano che il dispositivo di erogazione era stato piombato. Nel biglietto si leggeva in fondo, in caratteri minuscoli, “verifica apertura abusiva”. Nessuna altra comunicazione; niente di niente, né prima né dopo. Incredibile. Ti chiudono il gas, il riscaldamento in pieno inverno senza avvertirti, senza darti la possibilità di premunirti, di prendere iniziative per alternative. Soprattutto, non hanno minimamente cercato di sapere se nel nucleo famigliare ci fossero bambini».
«Cosa è diventato Iren si può sapere? Una societò che era stata creata dalle varie municipalità come servizio al cittadino ora è qualcosa di assolutamente astratto, burocratico e fondata sul profitto degli azionisti quotati in borsa. Ho fatto benissimo (e non lo dico con il senno di poi, visto che l'ho ampiamente argomentato quando ero assessore al bilancio a San Martino) ad oppormi alla quotazione in borsa. Il risultato è questo: una sorta di ministero completamente spersonalizzato dove è imposssibile riuscire a parlare con qualcuno che ti possa risolvere il problema e dove, proprio perché ormai è un baraccone, i disguidi di carattere tecnico amministrativo rischiano di creare disservizi pericolosi per i cittadini che, ricordiamo, sono ancora i soci di maggiornaza di Iren, in quanto gli enti locali del territorio hanno ancora la maggioranza, anche se ovviamente queste multiutility ragionano sempre più in temini di dividendi e sempre meno in termini di utilità verso il proprio territorio di riferimento»
Tirelli e il geometra che ha seguito tutti i lavori di ristrutturazione escludono qualsiasi abuso nelle pratiche relative alla casa e allo spostamento del contatore, «tanto che l'operazione di spostamento è stato fatto da tecnici Iren». Le ragazze del call center, aggiunge Tirelli, «avevano pensato anche che potessero aver sbagliato contatore, cosa che può succedere nei condomini, ma ho segnalato loro che era impossibile, visto che casa mia è una villetta ed il vicino più vicino è almeno 30-50 metri. Adesso resto in attesa di una risposta che non so quando verrà».
Iren assicura un intervento tempestivo, riconoscendo i termini della situazione esposta dal cliente, e spiega che nel caso specifico, molto probabilmente, non è stato lasciato – oppure è andato smarrito – il consueto cartellino con il numero verde da chiamare per far riattivare l’erogazione dopo lo spostamento di un contatore. In assenza di quella chiamata, la rete ha rilevato un ammanco in fattura. Da lì, la decisione di chiudere il gas. (m.g.)
Di fatto, l’altra sera Tirelli è rientrato dal lavoro e ha notato che il bruciatore, installato dopo che l'anno scorso aveva ristrutturato casa, segnalava un errore. E ha chiamato l'idraulico di fiducia, che ha assistito alle chiamate in viva voce ad Iren per avere spiegazioni. Poi Tirelli ha scoperto che non funzionava nemmeno il gas del fornello. «Così ho capito che non si trattava di un guasto al bruciatore, ma dell'interruzione del gas. Non essendoci lavori in corso e non avendo toccato nessuna leva, ho ovviamente di nuovo telefonato all’idraulico, il quale è andato a guardare dentro la cassetta dove c'è il contatore, portandomi un biglietto (che era dentro, non attaccato fuori) in cui mi comunicavano che il dispositivo di erogazione era stato piombato. Nel biglietto si leggeva in fondo, in caratteri minuscoli, “verifica apertura abusiva”. Nessuna altra comunicazione; niente di niente, né prima né dopo. Incredibile. Ti chiudono il gas, il riscaldamento in pieno inverno senza avvertirti, senza darti la possibilità di premunirti, di prendere iniziative per alternative. Soprattutto, non hanno minimamente cercato di sapere se nel nucleo famigliare ci fossero bambini».
«Cosa è diventato Iren si può sapere? Una societò che era stata creata dalle varie municipalità come servizio al cittadino ora è qualcosa di assolutamente astratto, burocratico e fondata sul profitto degli azionisti quotati in borsa. Ho fatto benissimo (e non lo dico con il senno di poi, visto che l'ho ampiamente argomentato quando ero assessore al bilancio a San Martino) ad oppormi alla quotazione in borsa. Il risultato è questo: una sorta di ministero completamente spersonalizzato dove è imposssibile riuscire a parlare con qualcuno che ti possa risolvere il problema e dove, proprio perché ormai è un baraccone, i disguidi di carattere tecnico amministrativo rischiano di creare disservizi pericolosi per i cittadini che, ricordiamo, sono ancora i soci di maggiornaza di Iren, in quanto gli enti locali del territorio hanno ancora la maggioranza, anche se ovviamente queste multiutility ragionano sempre più in temini di dividendi e sempre meno in termini di utilità verso il proprio territorio di riferimento»
Tirelli e il geometra che ha seguito tutti i lavori di ristrutturazione escludono qualsiasi abuso nelle pratiche relative alla casa e allo spostamento del contatore, «tanto che l'operazione di spostamento è stato fatto da tecnici Iren». Le ragazze del call center, aggiunge Tirelli, «avevano pensato anche che potessero aver sbagliato contatore, cosa che può succedere nei condomini, ma ho segnalato loro che era impossibile, visto che casa mia è una villetta ed il vicino più vicino è almeno 30-50 metri. Adesso resto in attesa di una risposta che non so quando verrà».
Iren assicura un intervento tempestivo, riconoscendo i termini della situazione esposta dal cliente, e spiega che nel caso specifico, molto probabilmente, non è stato lasciato – oppure è andato smarrito – il consueto cartellino con il numero verde da chiamare per far riattivare l’erogazione dopo lo spostamento di un contatore. In assenza di quella chiamata, la rete ha rilevato un ammanco in fattura. Da lì, la decisione di chiudere il gas. (m.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google