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Reggio Emilia, il sindaco sconfessa il post di De Lucia «Il centro è vivo»

di Leonardo Grilli
Reggio Emilia, il sindaco sconfessa il post di De Lucia «Il centro è vivo»

Vecchi risponde alla polemica lanciata dal consigliere Pd «Attrae giovani più che in passato, questo è un dato di fatto»

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REGGIO EMILIA. Due modi diversi di vedere le cose, due età diverse, due approcci differenti con la comunicazione e con il compromesso politico. La polemica sul centro storico poco abitato non divide solo i reggiani ma anche il Partito Democratico.

E nello specifico Dario De Lucia, la miccia che ha acceso il dibattito, e il suo sindaco Luca Vecchi. «Una festa anni ’80 di over 30 – aveva scritto su Facebook il consigliere, riferendosi all’intervento della Municipale al Groucho – alle 0.25 di sabato sera è disturbo alla quiete pubblica? Servono linee guida e priorità diverse per il centro storico, altrimenti vincono le strade vuote».

Intendendo, neanche troppo sottotraccia, che il centro di Reggio Emilia è un deserto e che l’offerta per i giovani è, ad oggi, del tutto insufficiente. Una tesi sconfessata su tutta la linea da Vecchi: «Attrae giovani molto più che in passato e l’estensione delle distese, la nascita di nuovi locali, credo che ne siano una concreta testimonianza. Non si tratta di ipotesi ma è un dato di fatto, sono cose che vediamo ogni anno».

Che De Lucia sia un “cane sciolto” in Sala Tricolore e che spesso vada controcorrente rispetto al suo stesso partito non è certo un segreto ma, in questo caso, la divergenza fra i due esponenti democratici è la rappresentazione esatta dello stato d’animo della città. Che, su questo tema molto più che in altri, si spacca in due. Da un lato i residenti e gli anziani, che desiderano quiete e silenzio. Dall’altra i giovani, gli studenti universitari, i ragazzi in Erasmus.

E Vecchi, che rispetto a De Lucia ha la dote della mediazione sia per caratteristica sia per età anagrafica – 45 anni il primo, 30 anni ad aprile il secondo – questo lo sa bene.

«I locali hanno bisogno – prosegue il sindaco – anche di adeguarsi a una serie di regole che a volte non sono regolamenti comunali ma leggi dello Stato che stabiliscono i limiti di rumore in relazione agli orari. Ma il punto è questo: la valorizzazione del centro storico ha sempre avuto un bisogno, quello di trovare un giusto equilibrio tra le legittime istanze dei residenti e tra coloro che ne fruiscono, soprattutto giovani, di giorno e di sera».

Insomma, come spesso capita nella vita ognuno ha le proprie ragioni e, forse, basterebbe solo un po’ più di comprensione reciproca e rispetto per le posizioni altrui.

«Nel caso specifico – conclude quindi il primo cittadino – si è trattato di un intervento sollecitato da alcuni cittadini e a cui dunque la Municipale non poteva sottrarsi. Credo che il confronto fra esercenti, cittadini e amministrazione serva per creare le condizioni di una migliore vivibilità del centro storico, che continua a essere al centro delle nostre priorità».
 

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