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Impazza la truffa del vino ristoratore lancia l’allarme

di Jacopo Della Porta
Impazza la truffa del vino ristoratore lancia l’allarme

Reggiolo: finti clienti ordinano etichette pregiate e indicano al locale falsi fornitori Il titolare della locanda Le Mondine: «450 euro per del Bordeaux economico» 

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REGGIOLO. Non c’è limite alla fantasia dei truffatori. L’ultimo raggiro ha come oggetto il vino e le vittime sono i ristoranti e le enoteche. Tra Piacenza e Reggio sono stati già segnalati una decina di casi in pochi giorni. Tra le attività prese di mira c’è l’apprezzata locanda “Le Mondine”, che si trova sulla provinciale 5 tra Reggiolo e Novellara.

Rana Singh racconta quello che è accaduto sabato scorso nel suo locale. «Ha telefonato una donna per prenotare una cena per 10 persone. Ha detto che era la festa di suo papà e aveva una richiesta particolare: voleva sei bottiglie di vino francese, del Bordeaux, indicando anche un’etichetta precisa». Il ristoratore ha dunque telefonato al proprio fornitore di vino che però ha risposto di non avere quel tipo di Bordeaux. «La donna che aveva prenotato la cena mi ha allora indicato a chi potevo rivolgermi e l’ho contattato». Subito si è presentato un finto corriere, che ha consegnato sei bottiglie di vino al prezzo di 450 euro. «Non ha rilasciato la fattura ma ha detto che l’avrebbe spedita al più presto. L’ho richiamato al cellulare e ha risposto infastidito, dicendo che non capiva il problema e che ci avrebbe dato la fattura al più presto». Il ristoratore ha iniziato a fare delle ricerche e ha capito di essere caduto vittima della “truffa del vino” dopo aver letto di alcuni casi analoghi avvenuti a Parma e Piacenza. «Abbiamo scoperto che il Bordeaux che ci hanno venduto costa pochi euro e si acquista anche in alcuni discount». La truffa consiste infatti nel far pagare le bottiglie dieci volte il prezzo di mercato.

In provincia di Piacenza un episodio simile si è concluso l’11 gennaio con la denuncia di due malviventi di 35 e 51 anni, residenti a Torino. I pregiudicati si sono presentati al ristorante “La Palta” di Borgonovo Val Tidone per consegnare alcune bottiglie di un “pregiato” Chianti. L’obiettivo era farselo pagare 75 euro a bottiglia mentre il valore è di nemmeno 10. Ad attendere i due torinesi c’erano i carabinieri, che li hanno denunciati. Si è poi scoperto che almeno una decina di altri locali erano stati presi di mira con la stessa tecnica.

«Non capisco perché queste persone siano libere di continuare a delinquere – dice Rana Singh –. Cosa devono fare per essere fermati?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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