L’agenda della Gazzetta ancora in attesa di risposte
di Leonardo Grilli
Silenzio su molti dei grandi progetti annunciati o in attesa di partire a Reggio Dalla tangenziale nord al destino delle Fiere, arrivando alla Bretella di Rivalta
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REGGIO EMILIA. Nell’elenco delle cento opere capillari per il 2018 non sono compresi i “grandi” interventi infrastrutturali o di rigenerazione urbana a carattere cittadino, alcuni dei quali previsti nel bilancio e nel piano triennale dei lavori pubblici, ma soltanto gli interventi legati alla cura del quartiere. Insomma, senza dubbio lodevole e positivo l’avvio dei cantieri, ma restano ancora sospese in un limbo di “vedremo” e “annunceremo” le quindici promesse disattese sollevate a inizio dell’anno dalla Gazzetta di Reggio.
Eliminando dall’elenco i progetti che non competono direttamente al Comune di Reggio Emilia (la via Emilia a Rubiera, l’istituto Gobetti di Scandiano, il Mire, la tangenziale di Novellara e la diga di Vetto), rimangono dieci le questioni sulle quali attendiamo dei chiarimenti dalla giunta Vecchi. Problemi senza dubbio intricati, talvolta dispendiosi e di non facile soluzione, ma che da anni occupano il dibattito pubblico e privato di Reggio Emilia.
E su almeno una di queste questioni speriamo, presto, di avere una risposta: il buio di piazza Martiri del 7 Luglio. Interrogati su questa vicenda a margine dell’annuncio dei cento micro cantieri, infatti, gli amministratori reggiani hanno garantito che «verrà probabilmente chiarita in una prossima conferenza stampa che riguarda il centro storico». Attendiamo quindi, fiduciosi.
Sulle altre promesse, però, vige ancora un silenzio pressoché totale e vale quindi la pena ricapitolarle, nella speranza di ricevere risposta. Anzitutto i parcheggi a pagamento davanti alla stazione Mediopadana, necessari per costruire altri 400 posti: ad oggi di tutto questo non si è visto nulla.
Nelle grandi opere pubbliche rientrano poi la tangenziale nord di Reggio Emilia e la bretella di Rivalta. Due cantieri attesi da anni ed entrambi inserite a inizio 2017 nel piano straordinario di investimenti per il quale sono stati stanziati dal Comune 80 milioni di euro, da qui al 2019. Ma i lavori devono ancora cominciare.
Sulla vicenda delle Fiere, si aspetta un piano a lungo termine dopo l’aggiudicazione del ramo eventi da parte di Terminal One, mentre più certi dovrebbero essere i tempi di realizzazione dell’Arena Campolovo: la seconda metà del 2018. Infine il Tecnopolo, ancora in attesa dell’arrivo delle aziende, e i cantieri finanziati con i 14 milioni del progetto del Ducato Estense.
Eliminando dall’elenco i progetti che non competono direttamente al Comune di Reggio Emilia (la via Emilia a Rubiera, l’istituto Gobetti di Scandiano, il Mire, la tangenziale di Novellara e la diga di Vetto), rimangono dieci le questioni sulle quali attendiamo dei chiarimenti dalla giunta Vecchi. Problemi senza dubbio intricati, talvolta dispendiosi e di non facile soluzione, ma che da anni occupano il dibattito pubblico e privato di Reggio Emilia.
E su almeno una di queste questioni speriamo, presto, di avere una risposta: il buio di piazza Martiri del 7 Luglio. Interrogati su questa vicenda a margine dell’annuncio dei cento micro cantieri, infatti, gli amministratori reggiani hanno garantito che «verrà probabilmente chiarita in una prossima conferenza stampa che riguarda il centro storico». Attendiamo quindi, fiduciosi.
Sulle altre promesse, però, vige ancora un silenzio pressoché totale e vale quindi la pena ricapitolarle, nella speranza di ricevere risposta. Anzitutto i parcheggi a pagamento davanti alla stazione Mediopadana, necessari per costruire altri 400 posti: ad oggi di tutto questo non si è visto nulla.
Nelle grandi opere pubbliche rientrano poi la tangenziale nord di Reggio Emilia e la bretella di Rivalta. Due cantieri attesi da anni ed entrambi inserite a inizio 2017 nel piano straordinario di investimenti per il quale sono stati stanziati dal Comune 80 milioni di euro, da qui al 2019. Ma i lavori devono ancora cominciare.
Sulla vicenda delle Fiere, si aspetta un piano a lungo termine dopo l’aggiudicazione del ramo eventi da parte di Terminal One, mentre più certi dovrebbero essere i tempi di realizzazione dell’Arena Campolovo: la seconda metà del 2018. Infine il Tecnopolo, ancora in attesa dell’arrivo delle aziende, e i cantieri finanziati con i 14 milioni del progetto del Ducato Estense.
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