Prigioniera nella galleria del Monte
Disavventura per una trentenne che domenica si è vista chiudere i cancelli in faccia
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REGGIO EMILIA. Si è attardata all’interno della Galleria Del Monte fino alle 21 – orario in cui il salotto buono della città viene chiuso alle quattro estremità della struttura a croce, per motivi di sicurezza – ed è rimasta chiusa all’interno: una trentenne ha dovuto aspettare quasi un’ora e mezzo per essere liberata dalla polizia.
È accaduto domenica sera all’interno della galleria, quando una donna ha allertato con il cellulare il 113 riferendo di essere rimasta intrappolata all’interno della galleria.
Una volante della polizia di Stato si è subito recata sul posto, trovando la giovane in paziente attesa davanti al cancello della galleria che dà su via Crispi: l’operatore della questura è rimasto in contatto telefonico continuo con lei, ma c’è voluto del tempo agli agenti per rintracciare qualcuno che avesse le chiavi. Finché un addetto, avvisato dalla questura, è intervenuto sul posto alle 22.30, liberando finalmente la donna, piuttosto stanca dell’attesa e infreddolita.
La stessa protagonista dell’episodio ha raccontato ai poliziotti di essere entrata dall’accesso di via Emilia San Pietro che si affaccia su piazza Del Monte, per poi accorgersi che l’uscita su via Crispi era già chiusa. Tornata sui propri passi, ha affermato di aver sentito il rumore di catenacci: qualcuno era intento a sprangare l’accesso.
La donna ha riferito di aver gridato a lungo, spaventata dall’idea di rimanere bloccata all’interno, ma evidentemente le urla non sono state sentite e l’addetto, terminato il suo compito, se n’è andato ignorando la presenza di una persona dentro la struttura.
Una disavventura che la trentenne non dimenticherà facilmente e che potrebbe accadere a chiunque.
L’isolato della galleria Del Monte – un cantiere milionario finanziato dall’imprenditore Fulvio Montipò, che ha ristrutturato e restituito ai reggiani un pezzo importante del cuore cittadino – è ormai divenuto un luogo simbolo di Reggio Emilia.
Da Sambirano, lo store con ingresso su via Crispi, replicano: «Non abbiamo un custode, c’è un istituto di vigilanza che si occupa della sicurezza soprattutto notturna ma alla chiusura provvedono gli stessi negozi: l’ultimo che chiude sbarra gli ingressi. E di solito noi facciamo il giro per controllare che non ci siano clienti, perciò è molto difficile che qualcuno possa rimanere intrappolato». (am.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È accaduto domenica sera all’interno della galleria, quando una donna ha allertato con il cellulare il 113 riferendo di essere rimasta intrappolata all’interno della galleria.
Una volante della polizia di Stato si è subito recata sul posto, trovando la giovane in paziente attesa davanti al cancello della galleria che dà su via Crispi: l’operatore della questura è rimasto in contatto telefonico continuo con lei, ma c’è voluto del tempo agli agenti per rintracciare qualcuno che avesse le chiavi. Finché un addetto, avvisato dalla questura, è intervenuto sul posto alle 22.30, liberando finalmente la donna, piuttosto stanca dell’attesa e infreddolita.
La stessa protagonista dell’episodio ha raccontato ai poliziotti di essere entrata dall’accesso di via Emilia San Pietro che si affaccia su piazza Del Monte, per poi accorgersi che l’uscita su via Crispi era già chiusa. Tornata sui propri passi, ha affermato di aver sentito il rumore di catenacci: qualcuno era intento a sprangare l’accesso.
La donna ha riferito di aver gridato a lungo, spaventata dall’idea di rimanere bloccata all’interno, ma evidentemente le urla non sono state sentite e l’addetto, terminato il suo compito, se n’è andato ignorando la presenza di una persona dentro la struttura.
Una disavventura che la trentenne non dimenticherà facilmente e che potrebbe accadere a chiunque.
L’isolato della galleria Del Monte – un cantiere milionario finanziato dall’imprenditore Fulvio Montipò, che ha ristrutturato e restituito ai reggiani un pezzo importante del cuore cittadino – è ormai divenuto un luogo simbolo di Reggio Emilia.
Da Sambirano, lo store con ingresso su via Crispi, replicano: «Non abbiamo un custode, c’è un istituto di vigilanza che si occupa della sicurezza soprattutto notturna ma alla chiusura provvedono gli stessi negozi: l’ultimo che chiude sbarra gli ingressi. E di solito noi facciamo il giro per controllare che non ci siano clienti, perciò è molto difficile che qualcuno possa rimanere intrappolato». (am.p.)
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