Tentata estorsione, due a processo
Novellara: armati di pistola, hanno minacciato un imprenditore mantovano
2 MINUTI DI LETTURA
NOVELLARA. Si sono presentati nel suo nuovo negozio in orario di chiusura. E sfoderando una pistola lo hanno “invitato” a saldare al più presto i debiti contratti dalla sua azienda prima del fallimento, avvenuto qualche anno prima. Due le richieste di denaro, per complessivi 71mila euro.
L’imprenditore non ha ceduto e i due individui se ne sono andati ma con l’inquietante promessa di tornare il giorno dopo. Ora sono a processo. Si tratta di Vincenzo Ziccardi, 39 anni, originario di Napoli ma residente a Novellara e Loreto Catanzaro, 48 anni, nato a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli, ma anche lui residente a Novellara.
Entrambi devono rispondere dell’accusa di estorsione aggravata nei confronti di Stefano Belleli, 68 anni, uno dei membri di una nota famiglia di industriali mantovani. Ieri mattina, davanti al collegio giudicante, presieduto da Enzo Rosina, si è tenuta la prima udienza nel corso della quale sono state ammessi le prove e i testimoni.
Il fatto è avvenuto il 13 settembre di cinque anni fa nel quartiere mantovano di Gambarara dove Belleli, dopo il fallimento della ditta Tem srl di Porto Mantovano, di cui era stato legale rappresentante, ha aperto una nuova società, la Nyl srl, che opera nel settore immobiliare. Consistenti i debiti accumulati dalla prima società e qualcuno, per riavere i suoi soldi, ha scelto la scorciatoia degli esattori “privati”. Quel giorno, infatti, si sono presentati in azienda. «Siamo qui per conto di Gabriele e Simone – hanno detto all’imprenditore –. Siamo qui perché devi pagare il tuo debito». Non trovando soddisfazione nell’atteggiamento di Belleli, uno di loro ha estratto una pistola, facendo chiaramente intendere che non avrebbero esitato a sparargli in una gamba. Gli hanno anche lasciato intendere di conoscere alla perfezione le abitudini di vita e gli spostamenti dei suoi familiari. Detto questo sono usciti dal negozio ma dandogli appuntamento per il giorno successivo. Ma il giorno dopo, ad aspettarli, c’erano le forze di polizia.(gol)
L’imprenditore non ha ceduto e i due individui se ne sono andati ma con l’inquietante promessa di tornare il giorno dopo. Ora sono a processo. Si tratta di Vincenzo Ziccardi, 39 anni, originario di Napoli ma residente a Novellara e Loreto Catanzaro, 48 anni, nato a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli, ma anche lui residente a Novellara.
Entrambi devono rispondere dell’accusa di estorsione aggravata nei confronti di Stefano Belleli, 68 anni, uno dei membri di una nota famiglia di industriali mantovani. Ieri mattina, davanti al collegio giudicante, presieduto da Enzo Rosina, si è tenuta la prima udienza nel corso della quale sono state ammessi le prove e i testimoni.
Il fatto è avvenuto il 13 settembre di cinque anni fa nel quartiere mantovano di Gambarara dove Belleli, dopo il fallimento della ditta Tem srl di Porto Mantovano, di cui era stato legale rappresentante, ha aperto una nuova società, la Nyl srl, che opera nel settore immobiliare. Consistenti i debiti accumulati dalla prima società e qualcuno, per riavere i suoi soldi, ha scelto la scorciatoia degli esattori “privati”. Quel giorno, infatti, si sono presentati in azienda. «Siamo qui per conto di Gabriele e Simone – hanno detto all’imprenditore –. Siamo qui perché devi pagare il tuo debito». Non trovando soddisfazione nell’atteggiamento di Belleli, uno di loro ha estratto una pistola, facendo chiaramente intendere che non avrebbero esitato a sparargli in una gamba. Gli hanno anche lasciato intendere di conoscere alla perfezione le abitudini di vita e gli spostamenti dei suoi familiari. Detto questo sono usciti dal negozio ma dandogli appuntamento per il giorno successivo. Ma il giorno dopo, ad aspettarli, c’erano le forze di polizia.(gol)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google