Truffa Ina Assitalia Recuperati tre milioni
Castelnovo Monti: è il dato aggiornato di Adiconsum e Federconsumatori Ma ancora tante famiglie non hanno ottenuto quanto versato all’agenzia
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CASTELNOVO MONTI. Quando venne scoperta, nella primavera 2015, fu definita “la più grande truffa assicurativa d’Italia”. Si tratta di quanto emerse all’agenzia Ina Assitalia di Castelnovo Monti, dove un ex agente, Sergio Pedroni, sottoscrisse polizze poi risultate non registrate per diversi milioni di euro a un gran numero di clienti, non solo dell’Appennino reggiano ma anche di altre province. Un ammontare che non fu possibile indicare con precisione, ma che si disse superasse i 10 milioni di euro. Da allora si sono costituiti i gruppi di consumatori, che grazie all’assistenza delle associazioni hanno iniziato a recuperare gradualmente i fondi versati.
Ieri Adiconsum Emilia Centrale ha reso noto che nel 2017, grazie a questo lavoro, i consumatori reggiani hanno recuperato complessivamente un ulteriore milione di euro, fondi per la gran parte legati all’ultima fase della procedura di conciliazione attivata con Generali spa a seguito della truffa Ina Assitalia. Dal luglio 2015, data di stipula del protocollo, a oggi, il totale recuperato è di tre milioni di euro. L’associazione consumatori della Cisl Emilia Centrale ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nel 2017 ponendo l’attenzione in particolare all’episodio castelnovese ma non solo: «La maggioranza delle pratiche è relativa alla conciliazione paritetica con Tim, Windtre e Fastweb – afferma Adele Chiara Cangini, responsabile di Adiconsum Emilia Centrale e conciliatrice regionale per le controversie con le compagnie telefoniche –. Le altre pratiche riguardano il canone Rai, controllo mutui, contenziosi con banche e finanziarie, anche utilizzando lo strumento dell’arbitro bancario e finanziario e dell’arbitro per le controversie finanziarie. Poi pratiche Equitalia, con assistenza alla rottamazione delle cartelle esattoriali, contenziosi tributari in genere, e ancora forniture di acqua, energia elettrica e gas». Per l’Appennino ovviamente la parte del leone l’hanno avuta le pratiche legate all’affaire Ina Assitalia: le associazioni consumatori (oltre ad Adiconsum anche Federconsumatori) si erano dunque mobilitate per far valere le ragioni dei truffati, riuscendo a stipulare un protocollo di conciliazione con Generali Italia (di cui fa parte Ina Assitalia) a garanzia del risarcimento del danno economico subito, poi prorogato più volte.
Le famiglie che avevano avviato le pratiche e poi ottenuto i risarcimenti erano state più di 80. Diverse sembrano però quelle ancora da concludere, quelle più complesse, con documentazione poco chiara. L’impressione insomma è che ancora diverse persone debbano riuscire a recuperare quanto versato.
Ieri Adiconsum Emilia Centrale ha reso noto che nel 2017, grazie a questo lavoro, i consumatori reggiani hanno recuperato complessivamente un ulteriore milione di euro, fondi per la gran parte legati all’ultima fase della procedura di conciliazione attivata con Generali spa a seguito della truffa Ina Assitalia. Dal luglio 2015, data di stipula del protocollo, a oggi, il totale recuperato è di tre milioni di euro. L’associazione consumatori della Cisl Emilia Centrale ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nel 2017 ponendo l’attenzione in particolare all’episodio castelnovese ma non solo: «La maggioranza delle pratiche è relativa alla conciliazione paritetica con Tim, Windtre e Fastweb – afferma Adele Chiara Cangini, responsabile di Adiconsum Emilia Centrale e conciliatrice regionale per le controversie con le compagnie telefoniche –. Le altre pratiche riguardano il canone Rai, controllo mutui, contenziosi con banche e finanziarie, anche utilizzando lo strumento dell’arbitro bancario e finanziario e dell’arbitro per le controversie finanziarie. Poi pratiche Equitalia, con assistenza alla rottamazione delle cartelle esattoriali, contenziosi tributari in genere, e ancora forniture di acqua, energia elettrica e gas». Per l’Appennino ovviamente la parte del leone l’hanno avuta le pratiche legate all’affaire Ina Assitalia: le associazioni consumatori (oltre ad Adiconsum anche Federconsumatori) si erano dunque mobilitate per far valere le ragioni dei truffati, riuscendo a stipulare un protocollo di conciliazione con Generali Italia (di cui fa parte Ina Assitalia) a garanzia del risarcimento del danno economico subito, poi prorogato più volte.
Le famiglie che avevano avviato le pratiche e poi ottenuto i risarcimenti erano state più di 80. Diverse sembrano però quelle ancora da concludere, quelle più complesse, con documentazione poco chiara. L’impressione insomma è che ancora diverse persone debbano riuscire a recuperare quanto versato.
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