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Via il degrado e gli sbandati dal Gasometro

Via il degrado e gli sbandati dal Gasometro

Il progetto in accordo con Til prevede la chiusura del parcheggio e l’accesso solo tramite tessera

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REGGIO EMILIA. Ad agosto dello scorso anno, all’interno dei trenta nodi ancora da sciogliere dalla giunta Vecchi, scrivevamo che era «ancora lontano a vedersi l’annunciato orto urbano sul Gasometro per riqualificare l’area». Oggi, invece, sappiamo che questo progetto non avrà mai luce.

Troppo complessa e costosa l’idea di costruire nei vasi e sul tetto del parcheggio un giardino pensile urbano in cui produrre verdura e altre piante utili da distribuire gratuitamente ai frequentatori dello spazio. Accantonata questa ipotesi, che aveva visto adoperarsi per qualche mese i volontari di “Fruttorti”, il Comune ha quindi puntato su un cambiamento più radicale per risolvere l’annosa questione del degrado e dell’insicurezza.

All’interno dei cento cantieri finanziati e programmati per questo 2018, infatti, rientra anche un accordo stipulato fra l’amministrazione e Til, la società che gestisce l’area. In sintesi il piano dei lavori prevede l’installazione di dispositivi elettronici d’ingresso, la chiusura di tutti i varchi al pian terreno che attualmente danno direttamente sulla strada, un unico accesso con barriere e un controllo a distanza tramite telecamere.

Gli accessi, quindi, dovrebbero essere regolati da un badge, un dispositivo elettronico che sarebbe rilasciato attraverso un’iscrizione annuale a basso costo. Sulla cifra, tuttavia, non è ancora stabilita un’indicazione precisa ma si starebbe valutando la proposta di un anno “gratis” di sperimentazione, per poi partire con gli abbonamenti. Da stabilire, inoltre, quale sarà l’effettiva capienza dell’impianto. Attualmente, è utilizzato soltanto un piano, mentre gli altri due (e la terrazza) non sono percorribili per le automobili e i mezzi in generale. In futuro se ne potrebbe però recuperare almeno uno, purché siano poste le barriere per delimitare gli accessi ed evitare presenze notturne più volte riscontrate in zona.

Una soluzione che sarebbe più conveniente di quella messa in atto dalla precedente giunta, quando gli incassi erano stimati intorno ai 25mila euro all’anno. Non coprivano nemmeno i costi della manutenzione e della vigilanza, che erano superiori ai 100mila euro.

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