Gazzetta di Reggio

Reggio

Writer internazionali nella città antigraffiti

di Evaristo Sparvieri
Writer internazionali nella città antigraffiti

A poche settimane dal protocollo contro i murales, attesi per una mostra nei prossimi mesi i principali artisti di arte urbana

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REGGIO EMILIA. Fra32, CollettivoFX, Honet, Egs, Moses&Taps, 2501, KingRusto, Sten&Lex, Nemo’s. I maggiori writer della scena internazionale si danno appuntamento a Reggio, la città di quell’immenso laboratorio di street-art rappresentato dalle ex Officine. Ma anche la città che ha da poco lanciato una crociata contro i graffiti, attraverso un’iniziativa lanciata da Confedilizia e caldeggiata dal Comune per ripulire i muri da scritte e disegni. A tal punto da spingere il Collettivo Fx a ritirare per protesta il “Piccolo museo dei migranti”, opera che era già concordata con il Comune e che sarebbe stata realizzata gratis. “Chiave tripla”. È questo il titolo dell’evento: una mostra collettiva, curata da Pietro Rivasi e Simone Ferrarini, che prenderà il via il 21 gennaio alle 17 al Vicolo Folletto Art Factories. La mostra durerà circa due mesi. E porterà in città grandi protagonisti dell’arte urbana, artefici di opere sulle metro di New York, su treni in Cina, nei quartieri dell’India, su muri in Sudamerica. A cominciare da 2501, che metterà in azione quella che viene “La Macchina”, perfomance che realizzerà per il taglio del nastro. Ma, nei due mesi successivi, anche altri protagonisti della mostra faranno tappa in città. E dalle parti di Vicolo Folletto aspettano Fra32, il writer più attivo da 20 anni con circa 150 pezzi all’anno su treni e metro. Oppure i tedeschi Moses&Taps ed Egs, che prima di Reggio avrà una mostra personale al Museo d’Arte Contemporanea di Helsinki. Sten e Lex, invece, hanno appena dipinto un Auditorium in Messico. La chiave tripla nel gergo dei writer individua uno strumento considerato fondamentale. Il motivo? Permette di violare i depositi ferroviari e raggiungere la posizione preferita per dipingere i treni. Nella mostra è intesa come una chiave di lettura della street art e dei suoi codici. La mostra – di cui esiste un catalogo in edizione limitata di 200 esemplari, le prime 50 delle quali con un’opera di Collettivo Fx – raccoglie tecniche differenti: tele, carte, foto, video e performance. Fra gli eventi collaterali, una giornata di approfondimento: “Al di là del muro: processi di valorizzazione, conservazione e museificazione dell’Arte Urbana” con numerosi interventi, in programma il 3 febbraio (alle 15 a Vicolo Folletto, 1) e il 4 (alle 14 all’Arte Fiera di Bologna). Per i curatori, un’occasione per dimostrare che la street-art non è un fenomeno improvvisato. A prescindere dai protocolli antigraffiti.

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