in via Pansa
Ancora un furto alla Tempor Spa «Ora andiamo via»
di Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Un’effrazione senza bottino, messa a segno nel fine settimana all’agenzia per il lavoro Tempor Spa di via Pansa 55, risolleva il problema sicurezza del complesso che si affaccia sulla...
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REGGIO EMILIA. Un’effrazione senza bottino, messa a segno nel fine settimana all’agenzia per il lavoro Tempor Spa di via Pansa 55, risolleva il problema sicurezza del complesso che si affaccia sulla circonvallazione. «È la quinta volta in 4 anni che riceviamo la visita dei ladri. La situazione è insostenibile, stiamo cercando un’altra sede».
A parlare è Sanila Daja, 25 anni, responsabile della filiale dell’agenzia. Lunedì mattina, all’orario di apertura dell’attività, la responsabile ha trovato la porta aperta e il locale a soqquadro. «Cassetti divelti, armadietti svuotati con la documentazione gettata sul pavimento, sedie per terra – spiega la giovane – sono entrati forzando la porta d’ingresso, probabilmente con un piede di porco. Hanno tentato anche di forzare la porta a fianco, della Apa pratiche auto, ma loro sono dotati di una doppia serratura e il tentativo non è riuscito».
La sgradita visita è stata scoperta solo lunedì, perché l’allarme non ha funzionato. «Abbiamo un sistema di sicurezza collegato con il cellulare che manda un messaggio immediato in caso intrusione. I malviventi devono essersi diretti subito verso il sensore dell’allarme perché dal momento in cui si entra a quando scatta l’allarme ci sono appena 30 secondi di tempo: i ladri senza dubbio conoscevano il posto».
Da un primo controllo, effettuato insieme alla polizia intervenuta sul posto, non manca nulla. «Non so cosa pensassero di trovare – prosegue Sanila – ci guardiamo bene dal lasciare denaro. C’era un plico di buoni pasto nel cassetto, che forniamo ai dipendenti: lo abbiamo trovato a terra. Così come un telefono cordless ancora nella scatola, anche quello rimasto qui. Hanno preso solo il sapone nel bagno.
L’agenzia ha aperto nel novembre 2014 e da allora ha subìto cinque furti, tra tentati e riusciti. «Tre solo nel 2015 – conclude la responsabile – qui nel complesso di via Pansa è diventata una situazione insostenibile. Ogni volta perdiamo le giornate a risistemare e a sporgere denuncia invano. I balordi che frequentano il gasometro o i sotterranei ne approfittano per entrare nei negozi. Abbiamo paura: io temo di trovare un lunedì un tossicodipendente in overdose dentro il locale. Qualche passaggio in più delle pattuglie servirebbe».
A parlare è Sanila Daja, 25 anni, responsabile della filiale dell’agenzia. Lunedì mattina, all’orario di apertura dell’attività, la responsabile ha trovato la porta aperta e il locale a soqquadro. «Cassetti divelti, armadietti svuotati con la documentazione gettata sul pavimento, sedie per terra – spiega la giovane – sono entrati forzando la porta d’ingresso, probabilmente con un piede di porco. Hanno tentato anche di forzare la porta a fianco, della Apa pratiche auto, ma loro sono dotati di una doppia serratura e il tentativo non è riuscito».
La sgradita visita è stata scoperta solo lunedì, perché l’allarme non ha funzionato. «Abbiamo un sistema di sicurezza collegato con il cellulare che manda un messaggio immediato in caso intrusione. I malviventi devono essersi diretti subito verso il sensore dell’allarme perché dal momento in cui si entra a quando scatta l’allarme ci sono appena 30 secondi di tempo: i ladri senza dubbio conoscevano il posto».
Da un primo controllo, effettuato insieme alla polizia intervenuta sul posto, non manca nulla. «Non so cosa pensassero di trovare – prosegue Sanila – ci guardiamo bene dal lasciare denaro. C’era un plico di buoni pasto nel cassetto, che forniamo ai dipendenti: lo abbiamo trovato a terra. Così come un telefono cordless ancora nella scatola, anche quello rimasto qui. Hanno preso solo il sapone nel bagno.
L’agenzia ha aperto nel novembre 2014 e da allora ha subìto cinque furti, tra tentati e riusciti. «Tre solo nel 2015 – conclude la responsabile – qui nel complesso di via Pansa è diventata una situazione insostenibile. Ogni volta perdiamo le giornate a risistemare e a sporgere denuncia invano. I balordi che frequentano il gasometro o i sotterranei ne approfittano per entrare nei negozi. Abbiamo paura: io temo di trovare un lunedì un tossicodipendente in overdose dentro il locale. Qualche passaggio in più delle pattuglie servirebbe».
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