Avvocato con il velo, giudice la caccia dall'aula
Asmae Belfakir, praticante all'ufficio legale dell'università di Modena e Reggio Emilia, non ha potuto assistere a un'udienza del Tar di Bologna
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REGGIO EMILIA. Se porti il velo islamico non puoi assistere a un'udienza del Tar di Bologna, nemmeno se sei un praticante avvocato nell'ufficio legale di una delle più importanti università d'Italia. Lo ha deciso il presidente della seconda sezione del Tar dell'Emilia Romagna, Giancarlo Mozzarelli, ai danni di Asmae Belfakir, ragazza musulmana di 25 anni, praticante avvocato nell'ufficio legale dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
Questa mattina si era presentata a un'udienza a Bologna per assistere, insieme alla sua collega, al procedimento riguardante un ricorso e una contestuale istanza di sospensione cautelare in materia di appalti. Il giudice Mozzarelli le ha chiesto, però, di togliere il velo, altrimenti avrebbe dovuto lasciare l'aula. Lei si è rifiutata ed è uscita.
"Non mi era mai successo prima - racconta Belfakir - ho assistito a decine di udienze, anche qui al Tar e nessuno mi aveva mai chiesto di togliere il velo. Nemmeno al Consiglio di Stato. Anche perchè non si può assolutamente parlare di problema di sicurezza perchè il velo tiene il volto scoperto e quindi sono perfettamente identificabile. Sono sconvolta". Mentre lasciava l'aula, il giudice avrebbe spiegato "che si tratta del rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni", riferisce Belfakir, sottolineando che Mozzarelli "ha parlato di cultura, nemmeno di legge".
Sulla porta della camera di consiglio nella sede di Bologna del Tar dell’Emilia Romagna, è affisso un cartello con la citazione dell’articolo 129 del codice di procedura civile che tra le altre cose richiama per chi interviene o assiste all’udienza al dovere di «stare a capo scoperto». Lo scritto è appeso all’ingresso dell’aula di udienza dove, questa mattina, era presente la ragazza musulmana di 25 anni, Asmae Belfakir, praticante avvocato nell’ufficio legale dell’Università di Modena e Reggio Emilia a cui è stato chiesto dal presidente della seconda sezione del Tar dell’ Emilia Romagna, Giancarlo Mozzarelli di togliersi il velo altrimenti avrebbe dovuto uscire.
In particolare si legge: «Chi interviene o assiste all’udienza non può portare armi o bastoni e deve stare a capo scoperto e in silenzio»; «è vietato fare segni di approvazione o di disapprovazione o cagionare in qualsiasi modo disturbo».
La ragazza è una marocchina di 25 anni, praticante dell'ufficio legale dell'università di Modena e Reggio
Emilia, ateneo in cui si è laureata. Chi la conosce riferisce che ha partecipato a varie udienze in diversi tribunali italiani, sempre indossando lo hijab, il velo islamico che lascia scoperto il viso, e non ci sono mai stati problemi prima di questa mattina.
Nessuna dichiarazione da parte del presidente della seconda sezione del Tar dell’Emilia Romagna, Giancarlo Mozzarelli sulla vicenda. «Il presidente non intende fare nessun tipo di dichiarazione agli organi di stampa»: questo il messaggio riferito dal segretario d’udienza e rivolto ai giornalisti che attendevano fuori dalla camera di consiglio nella sede, a Bologna, del Tar dell’Emilia Romagna.
Emilia, ateneo in cui si è laureata. Chi la conosce riferisce che ha partecipato a varie udienze in diversi tribunali italiani, sempre indossando lo hijab, il velo islamico che lascia scoperto il viso, e non ci sono mai stati problemi prima di questa mattina.
Nessuna dichiarazione da parte del presidente della seconda sezione del Tar dell’Emilia Romagna, Giancarlo Mozzarelli sulla vicenda. «Il presidente non intende fare nessun tipo di dichiarazione agli organi di stampa»: questo il messaggio riferito dal segretario d’udienza e rivolto ai giornalisti che attendevano fuori dalla camera di consiglio nella sede, a Bologna, del Tar dell’Emilia Romagna.
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