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Catellani: «Massima trasparenza e parità»

Catellani: «Massima trasparenza e parità»

Il neo presidente della latteria San Giovanni della Fossa (Legacoop) sulla querelle con i caseifici privati 

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REGGIO EMILIA. Prosegue la querelle tra caseifici privati e latterie cooperative. Tutto è partito alcuni giorni fa quando il titolare del caseificio Villa Aiola, Giuseppe Bertani, era intervenuto in merito a supposti vantaggi per la cooperazione grazie alle regole del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Dopo l’attacco da parte di Confcooperative ora è Legacoop a respingere le accuse di Bertani attraverso la voce di Giorgio Catellani, nuovo presidente della Latteria Sociale San Giovanni della Fossa di Novellara che subentra al dimissionario Graziano Salsi, chiamato a ricoprire l’incarico di direttore operativo della cooperativa Progeo. Catellani è presidente anche della cooperativa Cila, la principale conferitrice di latte per Parmigiano Reggiano della Latteria San Giovanni. La Latteria San Giovanni, con la sua moderna struttura, è la più grande latteria sociale della provincia ed una delle maggiori realtà del settore lattiero-caseario dell'Emilia-Romagna aderenti a Legacoop.

Giorgio Catellani nel suo discorso d’insediamento è intervenuto sulle recenti affermazioni del titolare del Caseificio Villa Aiola. «Innanzitutto va detto – afferma il presidente della Latteria San Giovanni – che non si può mettere in dubbio il ruolo importantissimo che ha avuto la cooperazione nella storia del Parmigiano Reggiano e nel suo Consorzio. Le cooperative, piaccia o no, producono più del 70% del Parmigiano Reggiano, costituiscono la spina dorsale del comprensorio del Parmigiano Reggiano e sono un importante punto di riferimento nel territorio. Nel piano produttivo del Consorzio – spiega Catellani – vige la regola della cosiddetta “compensazione interna”, regola che vale sia per le latterie sociali che per i caseifici cosiddetti “privati” che acquistano latte da produttori agricoli non soci. Infatti ogni produttore di formaggio, privato o cooperativo, deve rispettare il piano produttivo con regole identiche, e deve, in caso di sforamento, versare al Consorzio una contribuzione aggiuntiva rapportata alla quantità di latte trasformata in eccesso. La contribuzione aggiuntiva è pagata dal produttore di formaggio e non dai produttori di latte. Di conseguenza, essendo la latteria sociale a pagare il contributo, è consentita una compensazione interna tra i suoi soci. Dal punto di vista del rispetto delle quote da parte dei produttori si ha così la massima trasparenza e parità di trattamento».

Sul tema intervengono anche i responsabili del settore agroalimentare di Legacoop Emilia Ovest: «Affermare che le cooperative godono di vantaggi o siano privilegiate all’interno del sistema di regole del Consorzio è una affermazione del tutto infondata e strumentale a mettere in dubbio l'efficacia e l’applicazione rigorosa del piano produttivo. In realtà il piano produttivo è indispensabile per far crescere in maniera ordinata e graduale la produzione, compatibilmente con la capacità di assorbimento del prodotto da parte del mercato».



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