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Il Parmigiano Reggiano in Sala Tricolore

Il Parmigiano Reggiano in Sala Tricolore

Sfila la Nazionale che ha trionfato al World Cheese Awards. Riconoscimenti speciali per chi ha avuto medaglie Super Gold 

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REGGIO EMILIA. Passato presente e futuro del Parmigiano Reggiano sono sfilati ieri mattina in Sala del Tricolore con la premiazione della Nazionale formata dai produttori delle cinque province del territorio consortile trionfatori ai Mondiali di Londra grazie ai pregi di una terra e di una comunità che da secoli producono e vendono Parmigiano Reggiano.

La storia dice che furono i Benedettini a ricavare per primi dal latte munto alle mucche delle nostre contrade un alimento così particolare. E poiché loro si occupavano di beneficenza ieri i dirigenti del Consorzio hanno fatto donazioni a chi opera a favore delle martoriate popolazioni centrafricane. Tremila euro sono stati consegnati a suor Alessia della Famiglia del Verbo Incarnato e a padre Aurelio Gazzera missionario dei Carmelitani Scalzi per le missioni rurali e sanitarie in Africa.

Poi è stata esaltata la coesione che, al di là delle dispute di campanile, continua nel tempo ad unire una schiera di specialisti di quel gruppo di province dalle quali arrivano i 40 casari che hanno formato la Nazionale del Parmigiano Reggiano che nella capitale inglese ha fatto incetta di trofei: ha conquistato ben 38 medaglie e confermando che il nostro formaggio Dop è il più premiato al mondo. In 17 anni sono diventati 180 gli allori collezionati. Dal sindaco di Reggio Luca Vecchi al presidente della Provincia Giammaria Manghi, dal presidente del Consorzio Nicola Bertinelli al vice presidente Guglielmo Garagnani per arrivare a Gabriele Arlotti ideatore di quel team azzurro che ha sbancato il World Cheese Awards, il Mondiale del formaggio. In sala una quindicina di ospiti con la fascia tricolore di sindaco. Non è mancato un pizzico di allegra ironia: la Nazionale italiana di calcio non è riuscita ad andare a Mosca; se avesse mangiato un po’ di più di questo formaggio forse ci sarebbe riuscita. Per finire con i progetti di sviluppo della diffusione commerciale del nostro prodotto in tutto il mondo che il direttore della Camera di commercio Michele Dalla Riva ha ammesso validi e possibili se basati sempre sulla costante ricerca della assoluta qualità.

Ad ascoltare gli elogi ed a raccogliere i complimenti c’erano naturalmente i casari vincitori a Londra (18 reggiani, 11 parmensi, 7 modenesi, tre mantovani e un bolognese) che hanno ricevuto una pergamena ricordo. Un riconoscimento speciale è andato a chi, nella capitale britannica, ha ricevuto medaglie Super Gold: Madonne Caseificio dell’Emilia di Lesignana di Modena, Caseificio La Traversetolese di Traversetolo di Parma, Latteria San Pietro di Valestra di Reggio Emilia. Così Achille Dallaro, casaro di Valestra: «Io ce la metto tutta: ogni mattina sono in piedi alle 4,30 e lavoro fino a sera. Mi propongo di continuare così».

Ad ascoltare le dichiarazioni ufficiali e non, c’era poi una folla eterogenea; intravisti ad esempio Domenichini di Casina, l’ex sindaco di Castellarano (ed ex parlamentare) Danilo Morini che ha affiancato Sassi, ex comandante dei Vigili urbani, entrambi sostenitori dello storico caseificio di Minozzo; per continuare con Fausto Giovanelli (altro ex parlamentare) che presiede il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano. In fondo i meriti del nostro inutilmente imitato formaggio vanno equamente distribuiti fra tutti coloro che amano la nostra terra, cercano di curarla e di preservarla. E tutti contano già di essere pronti per la prossima edizione mondiale che si terrà a novembre in Norvegia.

Luigi Vinceti

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