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Pd, sì a Delrio e Rossi Nella rosa dei nomi manca il segretario

Pd, sì a Delrio e Rossi Nella rosa dei nomi manca il segretario

Sei renziani e quattro orlandiani nella corsa alle candidature I circoli chiamati a esprimersi. Costa non c’è, spunta il vice

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REGGIO EMILIA. Il ministro Graziano Delrio c’è. Così come il responsabile nazionale organizzazione del Pd, Andrea Rossi. Manca a sorpresa il nome del segretario provinciale Andrea Costa. Altrettanto a sorpresa, figura invece il vicesegretario, Andrea Tagliavini, di area renziana, che alla fine è riuscito ad entrare anche nel lotto dei candidabili, nonostante i giochi sembrassero chiusi con il suo recente ingresso nell’esecutivo di via Gandhi.

Dieci nomi per Camera e Senato: una rosa di nomi presentata alla direzione provinciale di via Gandhi e che, da domani, passerà al vaglio dei circoli, con una tre giorni di assemblee che potrebbe anche cambiare lo scenario in campo. E magari rimettere in pista una candidatura per lo stesso Costa, rimasto per il momento alla finestra, nonostante su Facebook sia stato sommerso di messaggi di incitamento per quella che sembrava una corsa certa al Parlamento.

Il motivo di tanto incitamento? La pace raggiunta con Orietta Berti, quell’usignolo di Cavriago diventata suo malgrado protagonista della prima vera bufera politica di questa campagna elettorale, a causa dell’endorsement radiofonico al M5s: una vera grana mediatica per l’intero Pd, al quale Costa ha messo una pezza invitando la cantante a FestaReggio, siglando così la pace e ricevendo in risposta dalla Berti apprezzati ringraziamenti per aver smorzato i toni della polemica.

Su Facebook, il video nel quale il segretario ha rivelato la pace fatta via sms ha raggiunto in un pomeriggio oltre quattromila visualizzazioni, ottenendo centinaia di like. E, fra le decine di commenti, abbondano coloro che spingono per la candidatura del segretario, che uscito dalla porta delle correnti non si può escludere possa rientrare dalla finestra delle assemblee, alle quali spetta convalidare o ritoccare la rosa di nomi. Un elenco composto tenendo conto delle indicazioni ricevute dalle due aree di renziani e orlandiani. Fra i primi non poteva ovviamente mancare il nome del ministro, Graziano Delrio, che dovrebbe correre alla Camera sia per l’uninominale, sia per il plurinominale. In corsa anche Andrea Rossi, sottosegretario alla Regione e responsabile organizzazione Pd, la parlamentare uscente Vanna Iori, il sindaco di Vezzano, Mauro Bigi, il sindaco di Quattro Castella e vicesegretario provinciale, Andrea Tagliavini, l’assessore di Sant’Ilario, Licia Ferrari. In quota orlandiana, invece, sono quattro i nomi prescelti. A cominciare dai parlamentari uscenti, Paolo Gandolfi e Antonella Incerti, passando per la consigliera regionale, Roberta Mori, e per il segretario Pd di Carpineti, Dario Bottazzi. A meno di colpi di scena, tramonta definitivamente l’ipotesi di inserire nella rosa anche il nome di Lisa Ferrarini, ventilato nei giorni scorsi soprattutto dalle parti del Pd romano. Una lista la cui collocazione nei collegi sarà in ogni caso decisa a livello nazionale e regionale, in modo da far tornare i conti circoscrizionali con le proposte delle altre federazioni provinciali. Ma, fra gli addetti ai lavori, in casa Pd non manca chi sottolinea alcuni punti deboli dell’elenco, che fra i criteri avrebbe dovuto rispettare anche la territorialità: criterio che vacilla di fronte alla rosa proposta, che lascia scoperta un’ampia fetta di elettori soprattutto della zona di Correggio, concentrandosi invece su Reggio città e area collinare. (e.spa.)

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