«Per En.Cor già pagata metà del debito»
di Samuele Ragazzi
Il sindaco Ilenia Malavasi: «Nel 2019 lo estingueremo, avendo trovato 21 milioni in 4 anni senza toccare tasse e servizi»
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CORREGGIO. Il sindaco Ilenia Malavasi ieri ha fatto il punto assieme alla giunta sulla vicenda En.Cor, affermando che il Comune ha già pagato metà del debito legato al crac della municipalizzata. Sono state ripercorse le tappe che hanno portato il Comune a trovarsi debitore verso tre istituti di credito: Banca San Felice, Banco Popolare e Banca Nazionale del Lavoro. L’amministrazione comunale 2007-2010 sottoscrisse lettere di garanzia con le tre banche per poter avviare un progetto innovativo legato alle energie rinnovabili: En.Cor, appunto.
Con Bnl erano state firmate tre lettere, una nel 2007 dall’allora sindaco Marzio Iotti e due con atti di giunta, mentre con gli altri due istituti erano state sottoscritte con soli atti di giunta. Tali lettere sono state quindi il motivo per cui le tre banche hanno chiesto al Comune la restituzione di quanto prestato.
«La priorità che ci siamo dati in questo mandato – ha sottolineato il sindaco – è stata quella di affrontare la vicenda con impegno, franchezza e senso di responsabilità. L’obiettivo che fin dall’inizio ci siamo prefissati è sempre stato quello di fronteggiare il debito En.Cor, tutelando però la città e i cittadini e non alzando le tasse. Chiunque avesse vinto le elezioni avrebbe dovuto affrontare questo problema».
EQUILIBRIO COMUNALE. Il Comune ha cercato non solo di non aumentare le tasse, ma anche di garantire i servizi di eccellenza già presenti sul territorio, di tutelare i posti dei dipendenti, di usare tutte le risorse a disposizione e di razionalizzare le spese per mantenere l’equilibrio comunale, così da non dover attivare procedure di pre-dissesto.
L’epilogo della controversia En.Cor è stato la condanna del Comune al pagamento per risarcimento danni. Per quanto riguarda il Banco Popolare, il Comune è stato condannato dal Tribunale di Reggio al risarcimento di 4.006.928 euro, oltre oneri di legge, spese legali e interessi maturati. Sono stati raggiunti accordi transattivi per un valore di 2.500.000 euro, coperti nel triennio 2016-18, facendo ricorso completamente a razionalizzazione di parte corrente, senza ricorrere ad alcuna alienazione immobiliare o finanziaria. È stata inoltre concordata la cessione del credito iscritto al passivo del fallimento, pari a 4.443.566,86 euro. Per quanto invece riguarda la Banca San Felice, il Comune è stato condannato a risarcire 10.816.551 euro, oltre oneri di legge e spese legali. Anche in questo caso sono stati conclusi accordi transattivi, per un valore di 8.950.000 euro, coperti anch’essi nel triennio 2016-18. La cifra di 3.834.498,38 euro è stata inserita a bilancio sulla parte corrente e la restante su quella capitale. Contestualmente vi è stata una cessione del credito iscritto al passivo del fallimento, pari a 11.520.852,27 euro.
Per Banca Nazionale del Lavoro il Comune è stato condannato a risarcire 13.393.809,40 euro, oltre agli interessi e rivalutazione a titolo di risarcimento danni. È stato raggiunto un accordo transattivo del valore di 10.000.000 euro, da coprire nel triennio 2017-19. Nel dettaglio, 3.139.586,62 euro sono stati inseriti a bilancio nella parte corrente e i restanti in parte capitale. Contestualmente è avvenuta la cessione del credito iscritto al passivo del fallimento pari a 14.136.077,29 euro.
Per coprire le sentenze, il Comune ha utilizzato il proprio bilancio di parte corrente, ma è ricorso anche agli investimenti e agli avanzi di amministrazione. Contestualmente, il Comune ha riorganizzato la macchina amministrativa interna e gestito meglio, attraverso un’attenta razionalizzazione, le varie voci di spesa. Grazie a tutte le operazioni attuate, il Comune avrà quindi la possibilità di recuperare tutto il credito corrispondente iscritto al passivo, per un valore di 30.100.496,48 euro: il totale da pagare alle banche sarà pari a 21.450.000 euro, inferiore del 30% rispetto al totale.
«Nonostante gli scetticismi – ha spiegato Ilenia Malavasi – abbiamo rispettato gli impegni presi con le banche, arrivando a pagare metà del debito. Nel 2018 si concluderanno i pagamenti con Banco Popolare e Banca San Felice, mentre nel 2019 si concluderanno quelli con Bnl».
Per far fronte al debito, il Comune ha attuato anche un piano pubblico, il Piano alienazioni, consistente nella vendita di immobili di proprietà. Nel 2017 sono stati venduti l’immobile adibito a moschea e le caserme dei carabinieri e della guardia di finanza: queste ultime, essendo state vendute allo Stato, hanno mantenuto il loro vincolo di destinazione e di servizio. Il piano ha dato i suoi frutti e verrà replicato nel 2018 e nel 2019.
AZIONI IREN ED ESPOSTI. Il Comune è poi proprietario di 6.458.874 azioni Iren, e di queste 2.028.205 possono essere vendute in caso di necessità. «La priorità è salvaguardarle, perché rappresentano una voce rilevante nel bilancio di parte corrente», afferma il sindaco. Sono infine stati presentati due esposti, uno alla Corte dei Conti e uno alla Procura della Repubblica, per chiedere che vengano accertate le eventuali responsabilità penali ed amministrative dei soggetti coinvolti nella vicenda. «Da un punto di vista umano, gli esposti sono stati una scelta difficile, perché possono implicare valutazioni su persone che conosciamo – spiega il sindaco – ma la tutela della città e dell’amministrazione viene prima di tutto. Crediamo che la città abbia il diritto di sapere cosa sia successo».
«Rispetto ad un mandato difficile – conclude Malavasi – abbiamo mantenuto gli impegni presi, affrontando una situazione che a molti sembrava impossibile da gestire, senza alzare il livello della tassazione e mantenendo attivi tutti i servizi per i cittadini. Abbiamo fatto scelte che ci hanno dato la possibilità di pagare 21 milioni in 4 anni. Questa amministrazione non sarà forse ricordata per i tanti investimenti, ma per aver risanato il bilancio del Comune sì».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Con Bnl erano state firmate tre lettere, una nel 2007 dall’allora sindaco Marzio Iotti e due con atti di giunta, mentre con gli altri due istituti erano state sottoscritte con soli atti di giunta. Tali lettere sono state quindi il motivo per cui le tre banche hanno chiesto al Comune la restituzione di quanto prestato.
«La priorità che ci siamo dati in questo mandato – ha sottolineato il sindaco – è stata quella di affrontare la vicenda con impegno, franchezza e senso di responsabilità. L’obiettivo che fin dall’inizio ci siamo prefissati è sempre stato quello di fronteggiare il debito En.Cor, tutelando però la città e i cittadini e non alzando le tasse. Chiunque avesse vinto le elezioni avrebbe dovuto affrontare questo problema».
EQUILIBRIO COMUNALE. Il Comune ha cercato non solo di non aumentare le tasse, ma anche di garantire i servizi di eccellenza già presenti sul territorio, di tutelare i posti dei dipendenti, di usare tutte le risorse a disposizione e di razionalizzare le spese per mantenere l’equilibrio comunale, così da non dover attivare procedure di pre-dissesto.
L’epilogo della controversia En.Cor è stato la condanna del Comune al pagamento per risarcimento danni. Per quanto riguarda il Banco Popolare, il Comune è stato condannato dal Tribunale di Reggio al risarcimento di 4.006.928 euro, oltre oneri di legge, spese legali e interessi maturati. Sono stati raggiunti accordi transattivi per un valore di 2.500.000 euro, coperti nel triennio 2016-18, facendo ricorso completamente a razionalizzazione di parte corrente, senza ricorrere ad alcuna alienazione immobiliare o finanziaria. È stata inoltre concordata la cessione del credito iscritto al passivo del fallimento, pari a 4.443.566,86 euro. Per quanto invece riguarda la Banca San Felice, il Comune è stato condannato a risarcire 10.816.551 euro, oltre oneri di legge e spese legali. Anche in questo caso sono stati conclusi accordi transattivi, per un valore di 8.950.000 euro, coperti anch’essi nel triennio 2016-18. La cifra di 3.834.498,38 euro è stata inserita a bilancio sulla parte corrente e la restante su quella capitale. Contestualmente vi è stata una cessione del credito iscritto al passivo del fallimento, pari a 11.520.852,27 euro.
Per Banca Nazionale del Lavoro il Comune è stato condannato a risarcire 13.393.809,40 euro, oltre agli interessi e rivalutazione a titolo di risarcimento danni. È stato raggiunto un accordo transattivo del valore di 10.000.000 euro, da coprire nel triennio 2017-19. Nel dettaglio, 3.139.586,62 euro sono stati inseriti a bilancio nella parte corrente e i restanti in parte capitale. Contestualmente è avvenuta la cessione del credito iscritto al passivo del fallimento pari a 14.136.077,29 euro.
Per coprire le sentenze, il Comune ha utilizzato il proprio bilancio di parte corrente, ma è ricorso anche agli investimenti e agli avanzi di amministrazione. Contestualmente, il Comune ha riorganizzato la macchina amministrativa interna e gestito meglio, attraverso un’attenta razionalizzazione, le varie voci di spesa. Grazie a tutte le operazioni attuate, il Comune avrà quindi la possibilità di recuperare tutto il credito corrispondente iscritto al passivo, per un valore di 30.100.496,48 euro: il totale da pagare alle banche sarà pari a 21.450.000 euro, inferiore del 30% rispetto al totale.
«Nonostante gli scetticismi – ha spiegato Ilenia Malavasi – abbiamo rispettato gli impegni presi con le banche, arrivando a pagare metà del debito. Nel 2018 si concluderanno i pagamenti con Banco Popolare e Banca San Felice, mentre nel 2019 si concluderanno quelli con Bnl».
Per far fronte al debito, il Comune ha attuato anche un piano pubblico, il Piano alienazioni, consistente nella vendita di immobili di proprietà. Nel 2017 sono stati venduti l’immobile adibito a moschea e le caserme dei carabinieri e della guardia di finanza: queste ultime, essendo state vendute allo Stato, hanno mantenuto il loro vincolo di destinazione e di servizio. Il piano ha dato i suoi frutti e verrà replicato nel 2018 e nel 2019.
AZIONI IREN ED ESPOSTI. Il Comune è poi proprietario di 6.458.874 azioni Iren, e di queste 2.028.205 possono essere vendute in caso di necessità. «La priorità è salvaguardarle, perché rappresentano una voce rilevante nel bilancio di parte corrente», afferma il sindaco. Sono infine stati presentati due esposti, uno alla Corte dei Conti e uno alla Procura della Repubblica, per chiedere che vengano accertate le eventuali responsabilità penali ed amministrative dei soggetti coinvolti nella vicenda. «Da un punto di vista umano, gli esposti sono stati una scelta difficile, perché possono implicare valutazioni su persone che conosciamo – spiega il sindaco – ma la tutela della città e dell’amministrazione viene prima di tutto. Crediamo che la città abbia il diritto di sapere cosa sia successo».
«Rispetto ad un mandato difficile – conclude Malavasi – abbiamo mantenuto gli impegni presi, affrontando una situazione che a molti sembrava impossibile da gestire, senza alzare il livello della tassazione e mantenendo attivi tutti i servizi per i cittadini. Abbiamo fatto scelte che ci hanno dato la possibilità di pagare 21 milioni in 4 anni. Questa amministrazione non sarà forse ricordata per i tanti investimenti, ma per aver risanato il bilancio del Comune sì».
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