mozione in consiglio comunale
«Il Comune vieti gli spazi pubblici a gruppi neofascisti»
di Carlotta Curti
REGGIO EMILIA . «Le strade vanno tenute pulite, per questo in Comune a Reggio Emilia approveremo una mozione dove sale civiche e spazi pubblici comunali saranno rilasciati solo ad associazioni che...
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REGGIO EMILIA . «Le strade vanno tenute pulite, per questo in Comune a Reggio Emilia approveremo una mozione dove sale civiche e spazi pubblici comunali saranno rilasciati solo ad associazioni che rispettano la Costituzione repubblicana antifascista». Sono le parole di Dario De Lucia, consigliere comunale Pd, che si fa portavoce di una mozione che ha come obiettivo quello di non concedere spazi, patrocini o contributi ai gruppi neofascisti.
Secondo il consigliere Pd, «negli ultimi anni l’eversione nera in Italia è aumentata con maggiori crimini ai danni di giornalisti, associazioni umanitarie e avversari politici. Sono sempre di più i gruppi e partiti di matrice neofascista che sui territori perseguono violenza scientificamente. Solo Casa Pound ha 15 librerie, 20 pub, 8 associazioni sportive, una web radio con ben 25 redazioni in Italia e 10 all’estero, una web tv, un mensile e un trimestrale». Per motivare la mozione, De Lucia si richiama ai principi della Costituzione: «Come i consigli comunali di Bologna e Milano non concederemo spazi, patrocini, contributi di qualunque natura a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori della Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti; si riceveranno gli spazi solo dopo aver firmato un controllo e una dichiarazione di antifascismo».
Inoltre, ricorda il consigliere, lo Statuto del Comune recita che «il Comune opera per salvaguardare e consolidare i valori di libertà e antifascismo». Di qui la mozione per impegnare sindaco e giunta ad attivarsi affinché «le richieste di utilizzo di sale o occupazione temporanea di spazi pubblici e le concessioni per utilizzo di spazi pubblici, siano concesse previa sottoscrizione di una dichiarazione di rispetto della Costituzione italiana» e perché «non sia data la concessione di spazi, patrocini, contribuiti di qualunque natura a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori della Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti, che si richiamino direttamente all’ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, alla sua simbologia o che esibiscano e pratichino forme di discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale».
Secondo il consigliere Pd, «negli ultimi anni l’eversione nera in Italia è aumentata con maggiori crimini ai danni di giornalisti, associazioni umanitarie e avversari politici. Sono sempre di più i gruppi e partiti di matrice neofascista che sui territori perseguono violenza scientificamente. Solo Casa Pound ha 15 librerie, 20 pub, 8 associazioni sportive, una web radio con ben 25 redazioni in Italia e 10 all’estero, una web tv, un mensile e un trimestrale». Per motivare la mozione, De Lucia si richiama ai principi della Costituzione: «Come i consigli comunali di Bologna e Milano non concederemo spazi, patrocini, contributi di qualunque natura a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori della Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti; si riceveranno gli spazi solo dopo aver firmato un controllo e una dichiarazione di antifascismo».
Inoltre, ricorda il consigliere, lo Statuto del Comune recita che «il Comune opera per salvaguardare e consolidare i valori di libertà e antifascismo». Di qui la mozione per impegnare sindaco e giunta ad attivarsi affinché «le richieste di utilizzo di sale o occupazione temporanea di spazi pubblici e le concessioni per utilizzo di spazi pubblici, siano concesse previa sottoscrizione di una dichiarazione di rispetto della Costituzione italiana» e perché «non sia data la concessione di spazi, patrocini, contribuiti di qualunque natura a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori della Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti, che si richiamino direttamente all’ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, alla sua simbologia o che esibiscano e pratichino forme di discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale».
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