castelnovo, il comitato dinamo
«Il punto nascite va riaperto il Comune faccia ricorso»
CASTELNOVO MONTI. Una richiesta al sindaco di Castelnovo per avviare una azione decisa, anche attraverso eventuali vie legali, e chiedere alla Regione di annullare il provvedimento di chiusura del...
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CASTELNOVO MONTI. Una richiesta al sindaco di Castelnovo per avviare una azione decisa, anche attraverso eventuali vie legali, e chiedere alla Regione di annullare il provvedimento di chiusura del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna. È quella avanzata dal Comitato DiNaMo (Diritto di nascita montanara) nato dopo la chiusura del servizio. «Abbiamo protocollato nel Comune di Castelnovo Monti e nell’Unione dei Comuni un ordine del giorno per la immediata riapertura del punto nascite del Sant’Anna – afferma la presidente del comitato, Chiara Campani – che speriamo sia discusso nei prossimi consigli (cosa che avverrà solo se uno dei gruppi consiliari deciderà di porlo in discussione, ndr). In poche parole, chiediamo di passare dalle parole ai fatti, perché come da nostro statuto, ci siamo costituiti per la “tutela del diritto alla salute nei Comuni dell’Appennino reggiano” e non intendiamo arrenderci alla prepotenza che ci sta facendo la Regione con queste decisioni scellerate. Speriamo vivamente che i nostri amministratori accolgano questa richiesta di aiuto per il territorio».
«L’ospedale Sant’Anna – scrive il comitato nel documento – serve un territorio di grande ampiezza geografica e il punto nascite è un servizio fondamentale, soprattutto per quelle partorienti che potrebbero presentare complicanze tali da non consentire il trasporto con elisoccorso, mettendo a repentaglio loro e i nascituri nello spostamento fino a Reggio. La nostra costituzione afferma che “la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, così come “richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale”».
Conclude il documento del comitato: «Il nostro Appennino è stato considerato degno di finanziamenti sia europei che regionali proprio in considerazione del fatto che è un’area disagiata e distante dai servizi primari. Per questo chiediamo al sindaco e alla giunta comunale di attivare i legali del Comune per intentare un ricorso contro la Regione con l’obiettivo di annullare la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti e, se necessario, di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo».
«L’ospedale Sant’Anna – scrive il comitato nel documento – serve un territorio di grande ampiezza geografica e il punto nascite è un servizio fondamentale, soprattutto per quelle partorienti che potrebbero presentare complicanze tali da non consentire il trasporto con elisoccorso, mettendo a repentaglio loro e i nascituri nello spostamento fino a Reggio. La nostra costituzione afferma che “la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, così come “richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale”».
Conclude il documento del comitato: «Il nostro Appennino è stato considerato degno di finanziamenti sia europei che regionali proprio in considerazione del fatto che è un’area disagiata e distante dai servizi primari. Per questo chiediamo al sindaco e alla giunta comunale di attivare i legali del Comune per intentare un ricorso contro la Regione con l’obiettivo di annullare la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti e, se necessario, di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo».
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