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Truffa ai danni dello Stato: Motti prosciolto

Truffa ai danni dello Stato: Motti prosciolto

L’ex europarlamentare e la moglie vincono anche il processo “bis” relativo ai contributi concessi al loro giornale reggiano

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REGGIO EMILIA  Tiziano Motti è uscito sorridente dallo studio del gup Angela Baraldi, che lo ha nuovamente prosciolto da ogni accusa. Con lui la moglie Stefania Bigliardi, coimputata nel processo bis per truffa ai danni dello Stato e falso per gli oltre 700mila euro di finanziamenti pubblici ricevuti, secondo l’accusa indebitamente, dal Giornale di Reggio negli anni 2010, 2011 e 2012. Accusa mossa dalla procura: la pm Stefania Pigozzi aveva chiesto sei anni di reclusione per l’ex eurodeputato.

Un processo con rito abbreviato terminato con un proscioglimento perché considerato un secondo giudizio. «Ha prevalso la nostra tesi secondo la quale questo processo non poteva essere rifatto» è il commento dell’avvocato difensore Liborio Cataliotti all’uscita dall’udienza». «Questo è il duplicato di un processo dal quale eravamo già stati assolti» dice soddisfatto Motti.

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Per la procura negava anche l’esistenza delle attenuanti generiche perché il reato sarebbe stato realizzato con modalità molto organizzate, reso possibile grazie al ricorso a varie società. Per il giudice il piano così articolato non esiste, come aveva messo in chiaro già nel primo giudizio l’avvocato Cataliotti, che ha assistito l’ex parlamentare europeo insieme a due colleghi di Roma, Calvi e Luongo, con i quali aveva chiesto l’assoluzione per gli editori, facendo riferimento alla sentenza di assoluzione del 2015. La sentenza d’assoluzione, relativa al reato di stampa clandestina era stata impugnata però dal pm.

Era invece già definitiva l’assoluzione per tre collaboratori di Motti, che erano finiti a processo. Il gup Pini Bentivoglio, quando assolse gli imputati, aveva restituito gli atti al pm Stefania Pigozzi, perché il capo d’imputazione fosse riformulato relativamente alla truffa ai danni dello Stato contestata in concorso ai Motti, ora prosciolti da ogni accusa.

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