«Un uomo senza nemici» Ora è caccia ai testimoni
Di origine calabrese, impegnato per la sicurezza, viveva a Roverbella dalle nozze Per anni aveva gestito negozi anche sul lago di Garda. Ora lavorava nell’ingrosso
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MANTOVA. «Una persona corretta e generosa, non poteva avere nemici». Così gli amici parlano di Sandro Tallarico. Gli amici, quelli di sempre, lo raggiungevano da fuori paese, in particolare da Verona e dal lago di Garda. Il legame con loro, nato quando lavorava là, non si era spezzato con il passare del tempo. «Ci trovavamo per andare a cena - ricorda l’amico Eric Bouius - fosse stato per lui avremmo sempre mangiato a casa sua. Era il classico compagnone, uomo squisito».
Era conosciuto principalmente per il negozio di abbigliamento Mdv di via Custoza a Roverbella (Mantova), intestato alla moglie Monica Moioli. Ma Sandro Tallarico era nato a Luzzara nel 1960. Il papà, di origini calabresi, e la mamma, sono scomparsi lo scorso anno a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra. Era legatissimo al fratello Paolo.
In adolescenza gli esplose la passione per la politica. Lotte non solo verbali, spesso fisiche. La scelta era quella del Movimento Sociale, gli anni quelli a cavallo tra Settanta e Ottanta. Nelle piazze non mancano gli scontri e Sandro era spesso in prima fila. Il suo interesse verso la politica andò poi notevolmente scemando con gli anni, fino al quasi totale disinteresse. Pur non rivestendo ruoli o incarichi in partiti o associazioni, Tallarico ha sempre partecipato a tavole rotonde e incontri sulla sicurezza a Roverbella, spesso fungendo da punto di riferimento per i commercianti locali.
Era invece poco più che maggiorenne quando conobbe la futura moglie e si trasferì a Roverbella. I due hanno una figlia, Valentina. Al centro della sua vita anche un’altra grande passione: il lavoro. Prima come dipendente e poi come socio aveva lavorato in un negozio di abbigliamento a Sirmione, poi aveva gestito un’altra attività commerciale a Bardolino. Tanti gli anni passati sul Garda.
Poi, una decina di anni fa, la decisione di cambiare ancora.
Tallarico lavorava all’ingrosso, come stockista, aveva aperto piccoli negozi, collaborava con altri soci. Nell’ultimo anno una nuova svolta, con la decisione di supportare il fratello Paolo nella gestione della Cappelleria Tragni, storico negozio in centro a Mantova.
Cosa può essere successo ieri? «Se qualcuno ha visto qualcosa, qualsiasi cosa, si faccia sentire, senza alcun timore» dicono gli investigatori. Una testimonianza, anche in apparenza non importante, potrebbe dare il la a una soluzione del giallo.
Era conosciuto principalmente per il negozio di abbigliamento Mdv di via Custoza a Roverbella (Mantova), intestato alla moglie Monica Moioli. Ma Sandro Tallarico era nato a Luzzara nel 1960. Il papà, di origini calabresi, e la mamma, sono scomparsi lo scorso anno a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra. Era legatissimo al fratello Paolo.
In adolescenza gli esplose la passione per la politica. Lotte non solo verbali, spesso fisiche. La scelta era quella del Movimento Sociale, gli anni quelli a cavallo tra Settanta e Ottanta. Nelle piazze non mancano gli scontri e Sandro era spesso in prima fila. Il suo interesse verso la politica andò poi notevolmente scemando con gli anni, fino al quasi totale disinteresse. Pur non rivestendo ruoli o incarichi in partiti o associazioni, Tallarico ha sempre partecipato a tavole rotonde e incontri sulla sicurezza a Roverbella, spesso fungendo da punto di riferimento per i commercianti locali.
Era invece poco più che maggiorenne quando conobbe la futura moglie e si trasferì a Roverbella. I due hanno una figlia, Valentina. Al centro della sua vita anche un’altra grande passione: il lavoro. Prima come dipendente e poi come socio aveva lavorato in un negozio di abbigliamento a Sirmione, poi aveva gestito un’altra attività commerciale a Bardolino. Tanti gli anni passati sul Garda.
Poi, una decina di anni fa, la decisione di cambiare ancora.
Tallarico lavorava all’ingrosso, come stockista, aveva aperto piccoli negozi, collaborava con altri soci. Nell’ultimo anno una nuova svolta, con la decisione di supportare il fratello Paolo nella gestione della Cappelleria Tragni, storico negozio in centro a Mantova.
Cosa può essere successo ieri? «Se qualcuno ha visto qualcosa, qualsiasi cosa, si faccia sentire, senza alcun timore» dicono gli investigatori. Una testimonianza, anche in apparenza non importante, potrebbe dare il la a una soluzione del giallo.
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