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Unimore snobba Reggio e apre un corso a Mantova

Unimore snobba Reggio e apre un corso a Mantova

Si tratta di un nuovo percorso di laurea triennale in ingegneria informatica Via libera degli organi accademici, l’approvazione definitiva spetta al Miur 

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REGGIO EMILIA. Unimore, l’Università di Modena e Reggio, si apre alla città di Mantova. Gli organi accademici e la Conferenza delle università emiliano-romagnole hanno dato infatti il via libera alla creazione di un corso di laurea triennale in Ingegneria Informatica nella città dei Gonzaga così come richiesto da Comune e Fondazione università di Mantova. Si tratta di un percorso di laurea innovativo, unico nel panorama nazionale, che guarda al futuro dell’Industria 4.0, e degli ambienti smart dove le città, i veicoli, le persone e gli stessi prodotti industriali saranno dotati di dispositivi intelligenti in grado di comunicare con piattaforme informatiche evolute. La decisione prevede ora che la proposta della nuova laurea venga inviata al Miur il prossimo 19 gennaio per la definitiva approvazione.

Il via libera a un corso di laurea di Unimore a Mantova arriva a pochi giorni dalla polenica tra la sede reggiana e quella modenese di Unimore che si può tradurre in questa emblematica frase: quando si tratta di finanziamenti, progetti di ricerca o ampliamenti consistenti, Modena prende tutto e a Reggio Emilia restano solo le briciole. Che i dipartimenti reggiani di Unimore siano storicamente svantaggiati rispetto a quelli modenesi non è certo un segreto e il fatto che i 19 milioni e 333mila euro di “premio” ministeriale andranno quest’anno solo oltre al Secchia è solo l’ultima di una serie di penalizzazioni. La partita vera, che rivela lo squilibrio con Modena, si gioca da ormai sette anni attorno agli ampliamenti di sedi e laboratori necessari a Reggio. È dal 2011, infatti, che gli iscritti nei dipartimenti con sede reggiana sono in costante crescita, raggiungendo ormai un terzo degli universitari complessivi. Un successo, a fronte invece di un rallentamento dei modenesi. A questo aumento, però, non ha mai corrisposto un sufficiente aumento degli spazi a disposizione tanto che lo stesso prorettore Ferretti è stato costretto ad ammettere l’esistenza di «criticità relative alle esigenze di aule e laboratori per la didattica e la ricerca». Una tematica attorno alla quale si concentrano i malumori di amministratori e docenti reggiani che, sempre sottotraccia, sono ormai convinti che Modena questi investimenti non sia davvero intenzionata a farli.

Ma non manca una nota positiva. Sono infatti arrivati i soldi per soddisfare tutte le richieste di borsa di studio presentate dagli studenti iscritti a Unimore che, avendone diritto, hanno presentato regolare domanda nei tempi prescritti. La Regione, insieme ad Ergo (azienda per il diritto allo studio) ed alle quattro Università dell’Emilia Romagna, hanno infatti raggiunto un accordo che garantisce al 100% il beneficio superando così la paventata esclusione di ben 695 allievi del nostro ateneo che rischiavano di rimanere senza borsa di studio nonostante risultassero pienamente idonei. (l.v.)

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