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Dopo l’addio ai carri a rischio tutto il carnevale

di Adriano Arati
Dopo l’addio ai carri a rischio tutto il carnevale

Scandiano quest’anno potrebbe restare senza una festa in maschera  Il gruppo storico non c’è più e le norme sulla sicurezza complicano le iniziative

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SCANDIANO. Niente Carnevale a Scandiano. Niente carri e, molto probabilmente, niente mascherine con coriandoli, dolci e giochi.

Nel 2018 Scandiano - per decenni una delle principali piazze del Carnevale reggiano - rischia di non avere iniziative di rilievo nei giorni di una delle feste più sentite e legate alla tradizione e alla cultura italiana. Già nel 2017 si era detto addio agli storici carri, dopo quasi tre decenni consecutivi di sfilate, di duelli fra paesi, compagnie e quartieri per trovare idee originali e divertenti. Una “pezza” era arrivata grazie all’impegno di un gruppo di abitanti particolarmente attivi, legati anche alla Pro Loco, che avevano comunque proposto una bella domenica di festa con tante animazioni per i bambini, concorsi per mascherine e banchetti gastronomici.

Nel 2018, a ora, il calendario è vuoto nelle domeniche attorno a giovedì grasso, che cadrà l’8 febbraio, e a martedì grasso, 13 febbraio. Di sicuro non ci saranno più i carri, dopo l’addio del gruppo storico coordinato da Luciano Ferrari.

«Con i carri abbiamo detto addio nel 2016, era diventato un impegno troppo gravoso pensare a tutto, allestire i carri, trovare chi desse una mano e far fronte alle tante nuove norme sulla sicurezza», racconta Ferrari, ancora oggi attivissimo sul territorio con l’associazione L’Arcobaleno. «Noi non faremo più il carnevale coi carri, siamo sempre disponibili a dare una mano con piacere a chiunque voglia organizzare qualcosa. Ma non ci prenderemo più l’incarico, come detto l’anno passato».

Niente carri, quindi, con la loro spettacolarità ma pure con la loro complessità. Le sfilate significano impegnare l’intero centro storico con relativi permessi, la necessità di trovare mezzi, magazzini e tantissimo personale per presidiare le aree. Le ultime normative in termini di sicurezza, figlie dei tanti attentati in Europa negli anni scorsi, hanno complicato la faccenda, perché per un evento pubblico da migliaia di persone com’era il carnevale sono necessarie vie di fughe e posizioni particolari, evitando ad esempio piazze chiuse.

Niente carri, ma la festa? Per ora anche su questo fronte non sembrano esserci “movimenti”.

Nel 2017 era stato fatto uno sforzo in extremis per non interrompere la tradizione, ma i tanti impegni del gruppo di lavoro creato per l’occasione rendono ad oggi improbabile una replica, almeno con quella forma. Anche perché pure per allestire una festa “normale”, senza carri, non mancano decisamente le complessità burocratiche e le procedure da espletare. La speranza non è morta e si guarda magari a qualche compagnia affiatata di genitori che decida all’ultimo di proporre un’iniziativa in grado di aggregare risorse e persone. Chi ha “tirato la carretta” non se la sente di ripartire in prima persona, ma darebbe una mano se ci fosse un traino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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