Effetto Eredità sugli scavi Tutti in aiuto di Tannetum
di Ambra Prati
Gattatico, l’archeologo Paolo Storchi ha lanciato l’iniziativa di crowdfunding «Tanti cittadini mi hanno visto in tv e ora vogliono sostenere il progetto»
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GATTATICO. Un crowdfunding - colletta in denaro per un progetto specifico tramite internet - partirà a giorni sulla piattaforma www.becrowdy.com per sostenere la prossima campagna di scavi archeologici a Tannetum. Lo ha annunciato l’archeologo Paolo Storchi, 32 anni, «per consentire a tutti i numerosi cittadini privati che ci hanno contattato esprimendo questa volontà di darci una mano».
Un effetto del clamore mediatico che ha travolto il ricercatore dopo la partecipazione al quiz televisivo “L’Eredità” su Rai 1 (dove ha vinto 10mila euro, in parte devoluti agli scavi), seguita martedì scorso da interviste a “La Repubblica” e “Vanity Fair” e mercoledì mattina da un’ospitata a “I funamboli” su Radio24, dove ha parlato anche delle difficoltà dell’archeologia in Italia.
La pagina Facebook “Tannetum Hunters” in pochi giorni ha quasi raddoppiato gli iscritti, arrivando a quota 1.700. «Non avrei mai immaginato questo ritorno d’immagine - dichiara Storchi - che mi ha colto impreparato. Adesso la gente mi riconosce in giro per Reggio; domenica scorsa ero a pranzo in un ristorante in Appennino e mi hanno chiesto dei selfie. Perfino a Roma una ricercatrice del Cnr mi ha fermato per strada ringraziandomi perché ho portato al grande pubblico il problema del precariato nella ricerca. Addirittura alcuni nuovi amici su Facebook hanno espresso l’intenzione di lanciare una petizione online, sulla piattaforma www.change.org, per farmi tornare in televisione come conduttore di programmi culturali. Sono davvero molto contento e speranzoso».
Ora la sfida è tradurre il clamore mediatico in effetti concreti, vale a dire in rinnovate risorse per riportare alla luce il villaggio dei Galli Boi alle spalle dell’ex fabbrica Fagioli.
«I costi degli scavi sono modesti, sui 7-8mila euro, e la campagna di quest’anno pare assicurata, anche grazie ai Comuni di Gattatico e Campegine, se gli sponsor confermeranno il sostegno: sto consegnando le richieste di scavo per Tannetum 2018, che si farà. Vorremmo però fare uno scavo più in grande, sia come durata, dunque non solo un mese, sia come risultati permanenti, ad esempio una esposizione museale a vista del castello al Castellazzo che l’anno scorso abbiamo dovuto riseppellire per carenza di fondi. Serve un finanziatore forte. Finora le aziende tacciono e le banche che sponsorizzano eventi sportivi non hanno mai risposto alle mie mail».
Intanto, però, la risposta e l’apprezzamento della gente comune è stata massiccia. «Sono sommerso di contatti da parte di cittadini della provincia reggiana (da Brescello a Carpineti) e da tutta Italia (da Napoli a Milano), perfino da ricercatori italiani emigrati in Francia e Danimarca proprio per ovviare alla carenza di risorse. Tutti hanno espresso il desiderio di aiutarci: con il crowdfunding, che speriamo possa partire già nel fine settimana, anche un piccolo contributo può fare la differenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un effetto del clamore mediatico che ha travolto il ricercatore dopo la partecipazione al quiz televisivo “L’Eredità” su Rai 1 (dove ha vinto 10mila euro, in parte devoluti agli scavi), seguita martedì scorso da interviste a “La Repubblica” e “Vanity Fair” e mercoledì mattina da un’ospitata a “I funamboli” su Radio24, dove ha parlato anche delle difficoltà dell’archeologia in Italia.
La pagina Facebook “Tannetum Hunters” in pochi giorni ha quasi raddoppiato gli iscritti, arrivando a quota 1.700. «Non avrei mai immaginato questo ritorno d’immagine - dichiara Storchi - che mi ha colto impreparato. Adesso la gente mi riconosce in giro per Reggio; domenica scorsa ero a pranzo in un ristorante in Appennino e mi hanno chiesto dei selfie. Perfino a Roma una ricercatrice del Cnr mi ha fermato per strada ringraziandomi perché ho portato al grande pubblico il problema del precariato nella ricerca. Addirittura alcuni nuovi amici su Facebook hanno espresso l’intenzione di lanciare una petizione online, sulla piattaforma www.change.org, per farmi tornare in televisione come conduttore di programmi culturali. Sono davvero molto contento e speranzoso».
Ora la sfida è tradurre il clamore mediatico in effetti concreti, vale a dire in rinnovate risorse per riportare alla luce il villaggio dei Galli Boi alle spalle dell’ex fabbrica Fagioli.
«I costi degli scavi sono modesti, sui 7-8mila euro, e la campagna di quest’anno pare assicurata, anche grazie ai Comuni di Gattatico e Campegine, se gli sponsor confermeranno il sostegno: sto consegnando le richieste di scavo per Tannetum 2018, che si farà. Vorremmo però fare uno scavo più in grande, sia come durata, dunque non solo un mese, sia come risultati permanenti, ad esempio una esposizione museale a vista del castello al Castellazzo che l’anno scorso abbiamo dovuto riseppellire per carenza di fondi. Serve un finanziatore forte. Finora le aziende tacciono e le banche che sponsorizzano eventi sportivi non hanno mai risposto alle mie mail».
Intanto, però, la risposta e l’apprezzamento della gente comune è stata massiccia. «Sono sommerso di contatti da parte di cittadini della provincia reggiana (da Brescello a Carpineti) e da tutta Italia (da Napoli a Milano), perfino da ricercatori italiani emigrati in Francia e Danimarca proprio per ovviare alla carenza di risorse. Tutti hanno espresso il desiderio di aiutarci: con il crowdfunding, che speriamo possa partire già nel fine settimana, anche un piccolo contributo può fare la differenza».
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