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Processo alla Lega, prescritte 4 posizioni

Processo alla Lega, prescritte 4 posizioni

Rimborsopoli, sentiti quattro imputati: «Scontrini e ricevute presentati secondo le regole previste» 

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REGGIO EMILIA. Continua ad essere a dir poco sofferto il processo sulla “rimborsopoli” che coinvolge il Carroccio: nel mirino i soldi pagati dal partito dal 2008 al 2012 ai militanti ma – secondo l’accusa – le cui giustificazioni o mancano o sono incomplete. I tempi del procedimento si allungano sempre di più, da novembre si è insediato un nuovo giudice (Sarah Iusto è subentrata alla collega Alessandra Cardarelli che è stata trasferita a Bologna) e la prescrizione continua a “mordere”, togliendo imputati dal processo: dopo la bolognese Lucia Borgonzoni e i reggiani Giacomo Giovannini nonché Marco Lusetti, ora si è prescritta anche l’accusa a Matteo Bulgarelli (sempre di Reggio Emilia), inoltre altri tre alla sbarra starebbero per uscire di scena.

Il processo si era aperto con 19 imputati e con una contestazione ammontante a 250mila euro di rimborsi. Numeri che ora si sono ridimensionati. Mercoledì, nell’ultima “tappa” processuale, hanno testimoniato quattro imputati che hanno avuto incarichi leghisti precisi: Nadia Monticelli (impiegata della Lega Nord a Reggio Emilia), Giovanni Tombolato (segretario provinciale a Bologna), Aldo Manfredini (segretario provinciale a Ferrara) e Marco Canavesi (responsabile organizzativo a Piacenza e in un limitato periodo anche per la Nazione Emilia ). In quest’ultime deposizioni c’è un filo esplicativo comune: nel presentare i rimborsi (tramite scontrini e ricevute) hanno specificato di essersi attenuti alle indicazioni che provenivano dalla sede centrale di Milano ed erano valide ai tempi per tutta la Lega Nord, finché il primo gennaio 2013 il movimento ha cambiato il sistema fiscale per avere il rimborso delle spese sostenute dai militanti leghisti. Ma c’è anche un altro comun denominatore: «Erano piccoli rimborsi forfettari – dicono più o meno tutti gli imputati sentiti – che non coprivano certo tutte le spese. Se pensiamo poi al tempo rubato al lavoro... Comunque era più importante portare avanti le nostre idee politiche». A fine mese verranno sentiti alcuni testimoni indicati dall’avvocato Gianluca Vinci che difende Gianfranco Barigazzi.(t.s.)

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