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Cellularline va in Borsa insieme a Spac Crescita

Cellularline va in Borsa insieme a Spac Crescita

Reggio Emilia, il marchio di accessori per tablet nato nel 1990 firma per l'accordo.
L'integrazione sarà realizzata mediante una fusione per incorporazione

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REGGIO EMILIA. Cellularline, il marchio di accessori per smartphone e tablet nato a Reggio Emilia nel 1990, va in Borsa grazie alla fusione con la Spac Crescita.

Cellular Italia, ricorda una nota, è controllata da Ginetta, la holding delle famiglie fondatrici Aleotti e Foglio e dai fondi di private equity L Catterton, Motion e Dvr. Crescita invece è una Spac promossa nel marzo del 2017 da Massimo Armanini, Cristian D’Ippolito, Marco Drago, Carlo Moser, Antonio Tazartes e Alberto Toffoletto, attraverso Crescita Holding e DeA Capital, che ha raccolto 130 milioni di euro.

La liquidità della Spac sarà in parte utilizzata per l’acquisizione del 49,87% di Ginetta (80 milioni) e per il residuo, fino a circa 50 milioni, andrà a finanziare lo sviluppo del gruppo Cellular. I fondi conserveranno una partecipazione del 13%, i fondatori del 15% e circa il 9% sarà dei manager.

Al gruppo Cellular, ai fini del concambio, è stato attribuito un enterprise value di 244,4 milioni, corrispondente ad un multiplo del margine operativo lordo adjusted (38,5 milioni) di circa 6,3 volte. Tenuto conto dell'indebitamento finanziario netto normalizzato, convenzionalmente concordato tra le parti in circa 84 milioni, spiega una nota, l’equity value è pari a 160,4 milioni. Il flottante post fusione sarà pari a circa il 63%. Il bilancio 2016 si è chiuso con un valore della produzione di 164,5 milioni ed un indebitamento finanziario netto di 66,6 milioni al 30 settembre 2017.
 

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