«Non abbiamo colpe ma li voglio invitare per un passo a due»
di Giuseppe Galli
Il direttore artistico del teatro Michelangelo di Modena si scusa coi ballerini Galloro e Lafita, estranei allo spettacolo
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REGGIO EMILIA. Declina responsabilità da parte del teatro di cui è direttore artistico, scarica eventuali colpe alla compagnia che ha fornito il materiale pubblicitario del balletto andato in scena il 2 dicembre scorso, chiede scusa ai due artisti e, per concludere, invita le étoile del balletto Vittorio Galloro e Arianne Lafita Gonzalves – la coppia di 37 e 32 anni residente a Reggio Emilia – a salire quantoprima sul palcoscenico del teatro Michelangelo di Modena, per un passo a due.
Berto Gavioli, dopo la vicenda raccontata alla Gazzetta da Vittorio Galloro e Arianne Lafita, i cui nomi erano stati utilizzati dalla compagnia nazionale di Raffaele Paganini per annunciare “Lo Schiaccianoci” ma che la sera del 2 dicembre – quando è andato in scena il balletto – erano rispettivamente fuori dal teatro e seduta in platea, difende il teatro modenese, di cui è direttore artistico: «È un errore che fu fatto all’epoca, perché la compagnia (che stasera sarà di nuovo al Michelangelo per presentare “Il lago dei cigni”, ndr) non ci ha comunicato che avevano cambiato i ballerini. Non siamo noi a produrre gli spettacoli e sono le stesse compagnie a inviarci per tempo, diciamo a maggio, il materiale per realizzare il programma di scena della stagione».
Ma perché, la sera del balletto, dopo aver capito che i due ballerini annunciati non sarebbero stati sul palco, non è stato detto niente al pubblico, che ha così creduto che i primi ballerini fossero proprio Galloro e Lafita?
«Guardi, fosse stato uno spettacolo di prosa, di cui conosco buona parte dei protagonisti, me ne sarei accorto io stesso. Ma, sinceramente, non posso conoscere tutti i ballerini, soprattutto dal punto di vista fisico e fisionomico. Non avrei avuto alcun problema ad avvisare il pubblico se il regista Luigi Martelletta o qualcuno della compagnia Almatanz mi avesse avvisato. Purtroppo, però, c’è stata molta superficialità, nella quale faccio fatica a trovare una mia responsabilità».
Il teatro era tutto esaurito: non pensa che la comunicazione del cambio dei protagonisti avrebbe potuto danneggiare l’afflusso del pubblico?
«Questi balletti piacciono molto al nostro pubblico e anche quella sera ci sono stati applausi a scena aperta: la gente è uscita da teatro soddisfatta. Se Vittorio e Arianne pensano che la loro immagine possa essere stata danneggiata, li tranquillizzo io: qualora qualcuno abbia pensato che fossero davvero loro, spero e penso che gli artisti abbiano fatto bella figura».
Berto Gavioli non risparmia una critica anche ai due ballerini beffati.
«Se è vero che da parte della compagnia c’è stato un errore significativo a non comunicare il cambio, loro – una volta scoperta la vicenda – avrebbero potuto chiamare il teatro e farci presente la situazione».
Poi tende la mano ai due artisti.
«Capisco le esigenze degli artisti e sono disposto a parlare con loro, a scusarmi in prima persona anche se non ci sentiamo responsabili. Sono due étoiles e, se vogliono fare un passo a due sul nostro palcoscenico, li ospitiamo volentieri, per sdebitarci di quanto successo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Berto Gavioli, dopo la vicenda raccontata alla Gazzetta da Vittorio Galloro e Arianne Lafita, i cui nomi erano stati utilizzati dalla compagnia nazionale di Raffaele Paganini per annunciare “Lo Schiaccianoci” ma che la sera del 2 dicembre – quando è andato in scena il balletto – erano rispettivamente fuori dal teatro e seduta in platea, difende il teatro modenese, di cui è direttore artistico: «È un errore che fu fatto all’epoca, perché la compagnia (che stasera sarà di nuovo al Michelangelo per presentare “Il lago dei cigni”, ndr) non ci ha comunicato che avevano cambiato i ballerini. Non siamo noi a produrre gli spettacoli e sono le stesse compagnie a inviarci per tempo, diciamo a maggio, il materiale per realizzare il programma di scena della stagione».
Ma perché, la sera del balletto, dopo aver capito che i due ballerini annunciati non sarebbero stati sul palco, non è stato detto niente al pubblico, che ha così creduto che i primi ballerini fossero proprio Galloro e Lafita?
«Guardi, fosse stato uno spettacolo di prosa, di cui conosco buona parte dei protagonisti, me ne sarei accorto io stesso. Ma, sinceramente, non posso conoscere tutti i ballerini, soprattutto dal punto di vista fisico e fisionomico. Non avrei avuto alcun problema ad avvisare il pubblico se il regista Luigi Martelletta o qualcuno della compagnia Almatanz mi avesse avvisato. Purtroppo, però, c’è stata molta superficialità, nella quale faccio fatica a trovare una mia responsabilità».
Il teatro era tutto esaurito: non pensa che la comunicazione del cambio dei protagonisti avrebbe potuto danneggiare l’afflusso del pubblico?
«Questi balletti piacciono molto al nostro pubblico e anche quella sera ci sono stati applausi a scena aperta: la gente è uscita da teatro soddisfatta. Se Vittorio e Arianne pensano che la loro immagine possa essere stata danneggiata, li tranquillizzo io: qualora qualcuno abbia pensato che fossero davvero loro, spero e penso che gli artisti abbiano fatto bella figura».
Berto Gavioli non risparmia una critica anche ai due ballerini beffati.
«Se è vero che da parte della compagnia c’è stato un errore significativo a non comunicare il cambio, loro – una volta scoperta la vicenda – avrebbero potuto chiamare il teatro e farci presente la situazione».
Poi tende la mano ai due artisti.
«Capisco le esigenze degli artisti e sono disposto a parlare con loro, a scusarmi in prima persona anche se non ci sentiamo responsabili. Sono due étoiles e, se vogliono fare un passo a due sul nostro palcoscenico, li ospitiamo volentieri, per sdebitarci di quanto successo».
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