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Per otto mesi ruba l’energia elettrica Ristoratore arrestato

Per otto mesi ruba l’energia elettrica Ristoratore arrestato

Scoperta dai carabinieri una sottrazione di ben 44mila kwh Il 39enne: «Aiutato da ex dell’Enel, credevo fosse regolare» 

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REGGIO EMILIA. È stato un sopralluogo – giovedì mattina – dei tecnici dell’Enel a far scattare l’intervento dei carabinieri nella pizzeria “Twiga”, a Pieve Modolena.

I tecnici si sono infatti insospettiti perché dal maggio scorso la società elettrica ha sospeso l’erogazione di energia per morosità del titolare, eppure i consumi sono continuati e addirittura ora ammontano a ben 44mila kilowattora. E l’anomalia viene ben presto spiegata, perché spunta un allaccio abusivo che di fatto garantisce – pur in assenza di regolare contratto – all’attività commerciale l’erogazione di elettricità. Una sottrazione di energia che mette nei guai il titolare della pizzeria, cioè il 39enne Gennaro Calabrese, che viene accusato dai carabinieri intervenuti di furto aggravato e continuato. Dopo gli accertamenti di rito da parte dei militari della stazione di Reggio Emilia Santa Croce, il ristoratore è stato arrestato. In contemporanea i tecnici dell’Enel hanno provveduto nella pizzeria a smantellare l’allacciamento abusivo. Ieri mattina Calabrese è comparso davanti al giudice Simone Medioli Devoto per l’udienza di convalida dell’arresto. Difeso dall’avvocato Mattia Fontanesi, il 39enne ha replicato alle accuse, illustrando la situazione. Il ristoratore ha detto che a maggio, di fronte a un debito con l’Enel di circa 10mila euro, ha proposto il pagamento della metà dell’arretrato subito e il restante a rate, ma la società elettrica non ha acconsentito, interrompendo il servizio. A quel punto Calabrese per due mesi ha proseguito l’attività grazie a un generatore di corrente risultato però troppo costoso (duecento euro al mese fra noleggio e gasolio consumato). «A luglio un mio cliente – specifica – che è un ex dipendente dell’Enel, mi ha detto che ci avrebbe pensato lui a sistemare il contatore e in effetti la corrente è stata riattivata. Ho, quindi, creduto d’essere in regola e non mi sono insospettito per le bollette: di solito sono in ritardo e poi ho il pagamento accreditato in banca». Se ne riparlerà il 10 luglio in aula, intanto il giudice ha convalidato l’arresto e disposto per il ristoratore l’obbligo di firma in caserma tre volte la settimana. (t.s.)

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