S.Michele, nasce il controllo di vicinato
Bagnolo: 50 cittadini uniti contro le incursioni dei ladri. Altri gruppi si stanno formando. Martedì un incontro pubblico
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BAGNOLO. Una cinquantina di cittadini, dotati di un unico strumento: un telefonino. Sono i residenti di San Michele della Fossa, da qualche tempo riuniti nel gruppo “Controllo di vicinato”. Ma l’iniziativa sta per essere replicata in altri quartieri e frazioni di Bagnolo. Con un comune obiettivo: controllare e tentare così di difendersi dall’assalto dei ladri. Martedì in un incontro pubblico, nella sala parrocchiale della frazione, in collaborazione con la polizia municipale dell’Unione Terre di Mezzo, si darà l’investitura ufficiale all’iniziativa spontanea dei cittadini.
Fulcro di questo movimento di persone è Ibanez Gengaroli. «Siamo partiti in cinque vicini di casa – racconta – dopo il furto al bar della frazione. Ma così non funzionava: bisognava essere in di più, e così mi sono mosso tra gli amici». Ha trovato terreno fertile, perché i furti purtroppo sono tanti, e tutti hanno voglia di fare qualcosa per provare a contrastarli. «Adesso siamo tanti, abbastanza da coprire tutta San Michele. Ma noi non facciamo ronde. Noi osserviamo, siamo delle torrette di guardia. E restiamo in contatto tra noi. Abbiamo ripristinato quei contatti di vicinato che un po’ si erano perduti. Tra l’altro, abbiamo intenzione anche di fare altre cose per riappropriarci della frazione, dei suoi spazi», racconta.
Di fatto, Gengaroli è diventato il perno di questo movimento che sta stimolando l’apertura di altri analoghi gruppi. «Sto aiutando a partire il gruppo di Soave, ma ce ne sono altri» spiega. Lui resta la figura di collegamento con la Municipale. «Perché noi non facciamo niente. Non interveniamo. Ma se ci sono situazioni, chiamiamo i carabinieri e le forze dell’ordine. E i risultati già ci sono – confida – i furti sono calati». Tra vicini di casa, si sono concessi alcune libertà. «Come entrare nei cortili se sentiamo i cani abbaiare o vediamo qualcosa di strano». Insomma, se i cittadini sono più solidali tra loro, i ladri hanno vita meno facile. Intanto, l’appuntamento di martedì prossimo è rivolto a tutti coloro che vogliono alimentare questa rete di controllo di vicinato: si terrà alle 21 nella sala parrocchiale di San Michele della Fossa. (el.pe)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Fulcro di questo movimento di persone è Ibanez Gengaroli. «Siamo partiti in cinque vicini di casa – racconta – dopo il furto al bar della frazione. Ma così non funzionava: bisognava essere in di più, e così mi sono mosso tra gli amici». Ha trovato terreno fertile, perché i furti purtroppo sono tanti, e tutti hanno voglia di fare qualcosa per provare a contrastarli. «Adesso siamo tanti, abbastanza da coprire tutta San Michele. Ma noi non facciamo ronde. Noi osserviamo, siamo delle torrette di guardia. E restiamo in contatto tra noi. Abbiamo ripristinato quei contatti di vicinato che un po’ si erano perduti. Tra l’altro, abbiamo intenzione anche di fare altre cose per riappropriarci della frazione, dei suoi spazi», racconta.
Di fatto, Gengaroli è diventato il perno di questo movimento che sta stimolando l’apertura di altri analoghi gruppi. «Sto aiutando a partire il gruppo di Soave, ma ce ne sono altri» spiega. Lui resta la figura di collegamento con la Municipale. «Perché noi non facciamo niente. Non interveniamo. Ma se ci sono situazioni, chiamiamo i carabinieri e le forze dell’ordine. E i risultati già ci sono – confida – i furti sono calati». Tra vicini di casa, si sono concessi alcune libertà. «Come entrare nei cortili se sentiamo i cani abbaiare o vediamo qualcosa di strano». Insomma, se i cittadini sono più solidali tra loro, i ladri hanno vita meno facile. Intanto, l’appuntamento di martedì prossimo è rivolto a tutti coloro che vogliono alimentare questa rete di controllo di vicinato: si terrà alle 21 nella sala parrocchiale di San Michele della Fossa. (el.pe)
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