Duro colpo ai trafficanti sulla via Emilia
di Enrico Lorenzo Tidona
A Parma un altro arresto legato ai tre di Reggio: sequestrato un ulteriore chilo di marijuana dopo i 13 di piazzale Europa
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REGGIO EMILIA. Reggio e Parma distano una trentina di chilometri, collegate dalla via Emilia, cinghia di collegamento per merci e persone, sul quale prospera anche il traffico della droga, come ribadito dagli arresti di queste ore. Un traffico in mano anche ai nigeriani, spesso proveniente da Roma, che usano mezzi pubblici per spostare ingenti quantità di marijuana.
Quattro giorni fa, infatti, oltre tredici chili e mezzo di marijuana erano stati sequestrati dalla squadra Mobile della polizia di Reggio Emilia, che ha arrestato tre persone di origine nigeriana nel corso di un blitz contro lo spaccio di droga in città. Una rilevante operazione terminata con successo, salvo la coda delle polemiche – anche politiche – seguita alla liberazione degli arrestati su disposizione del tribunale di Reggio Emilia, nonostante l’ingente sequestro.
Il giorno dopo, però, l’operazione ha avuto un seguito di polizia con un nuovo arresto avvenuto questa volta a Parma. Grazie al collegamento tra le questure e agli sviluppi investigativi seguiti al maxi sequestro operato dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio diretta da Guglielmo Battisti, i colleghi della Mobile di Parma (diretti dall’ex capo delle Volanti di Reggio, Cosimo Romano) hanno inferto un altro duro colpo al mercato della droga con il sequestro di un ulteriore chilogrammo di marijuana e l’arresto del corriere. Le manette sono scattate il 18 gennaio dopo la segnalazione della presenza di trafficanti di origine africana gravitanti anche nella zona della stazione ferroviaria di Parma. Grazie alla segnalazione fornita dalla Squadra Mobile reggiana ai colleghi parmensi è stato possibile individuare oltre Enza una cittadina nigeriana di 35 anni in possesso della droga, custodita all’interno di una borsa di tela che la donna stava trasportando avvolto nel cellophane. La droga è stata sequestrata e la donna arrestata. Sottoposta a giudizio direttissimo in tribunale a Parma con il giudice Paolo Artusi, la donna – tramite il difensore – ha chiesto i termini a difesa con rinvio del processo il 30 gennaio. Il giudice ha però accolto la richiesta del pm Laila Papotti disponendo in questo caso l’arresto in carcere nella casa circondariale di Modena.
Oltre alla segnalazione da Reggio, a insospettire gli agenti della Mobile di Parma è stato il documento presentato dalla donna trovata in stazione. Aveva infatti una carta di identità rilasciata a Roma, fatto constatato in precedenza anche ad altri connazionali trovati con grandi quantitativi di marijuana. Oltre ad aver accertato che il permesso di soggiorno era scaduto perché non era in possesso dei requisiti dei richiedenti asilo, gli agenti hanno effettuato la perquisizione trovando il chilo di droga nella sua borsa.
Salgono così a quasi 15 i chilogrammi di marijuana sequestrati in due giorni tra Reggio e Parma, trovati in mano a corrieri nigeriani che usano gli autobus per piazzare la droga all’ingrosso e portarla ai piccoli spacciatori che la vendono su piazza.
A Reggio tutto era partito dai 5,5 chili di stupefacente contenuti in un borsone che un uomo di 32 anni aveva con sé arrivando in pullman in piazzale Europa e proveniente da Roma. La polizia è intervenuta dopo che il nigeriano era salito a bordo di un’auto a motore acceso alla guida della quale c’era un connazionale di 40 anni. La perquisizione a casa di quest’ultimo ha portato al ritrovamento di altri 8,1 chili di marijuana. Nell’abitazione c’era la moglie del 40enne, una donna di 30 anni, anche lei arrestata come i due uomini. Fondamentale l'utilizzo, per scoprire la droga, del cane Victor, addestrato dalla polizia municipale. Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati al terzetto anche otto telefoni cellulari, un bilancino di precisione e 740 euro in contanti. Le scarcerazioni decise dal tribunale di Reggio avevano fatto intervenire anche la segreteria provinciale del Pd, che chiedeva di «cambiare le leggi e dare più strumenti alle forze di polizia».
Quattro giorni fa, infatti, oltre tredici chili e mezzo di marijuana erano stati sequestrati dalla squadra Mobile della polizia di Reggio Emilia, che ha arrestato tre persone di origine nigeriana nel corso di un blitz contro lo spaccio di droga in città. Una rilevante operazione terminata con successo, salvo la coda delle polemiche – anche politiche – seguita alla liberazione degli arrestati su disposizione del tribunale di Reggio Emilia, nonostante l’ingente sequestro.
Il giorno dopo, però, l’operazione ha avuto un seguito di polizia con un nuovo arresto avvenuto questa volta a Parma. Grazie al collegamento tra le questure e agli sviluppi investigativi seguiti al maxi sequestro operato dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio diretta da Guglielmo Battisti, i colleghi della Mobile di Parma (diretti dall’ex capo delle Volanti di Reggio, Cosimo Romano) hanno inferto un altro duro colpo al mercato della droga con il sequestro di un ulteriore chilogrammo di marijuana e l’arresto del corriere. Le manette sono scattate il 18 gennaio dopo la segnalazione della presenza di trafficanti di origine africana gravitanti anche nella zona della stazione ferroviaria di Parma. Grazie alla segnalazione fornita dalla Squadra Mobile reggiana ai colleghi parmensi è stato possibile individuare oltre Enza una cittadina nigeriana di 35 anni in possesso della droga, custodita all’interno di una borsa di tela che la donna stava trasportando avvolto nel cellophane. La droga è stata sequestrata e la donna arrestata. Sottoposta a giudizio direttissimo in tribunale a Parma con il giudice Paolo Artusi, la donna – tramite il difensore – ha chiesto i termini a difesa con rinvio del processo il 30 gennaio. Il giudice ha però accolto la richiesta del pm Laila Papotti disponendo in questo caso l’arresto in carcere nella casa circondariale di Modena.
Oltre alla segnalazione da Reggio, a insospettire gli agenti della Mobile di Parma è stato il documento presentato dalla donna trovata in stazione. Aveva infatti una carta di identità rilasciata a Roma, fatto constatato in precedenza anche ad altri connazionali trovati con grandi quantitativi di marijuana. Oltre ad aver accertato che il permesso di soggiorno era scaduto perché non era in possesso dei requisiti dei richiedenti asilo, gli agenti hanno effettuato la perquisizione trovando il chilo di droga nella sua borsa.
Salgono così a quasi 15 i chilogrammi di marijuana sequestrati in due giorni tra Reggio e Parma, trovati in mano a corrieri nigeriani che usano gli autobus per piazzare la droga all’ingrosso e portarla ai piccoli spacciatori che la vendono su piazza.
A Reggio tutto era partito dai 5,5 chili di stupefacente contenuti in un borsone che un uomo di 32 anni aveva con sé arrivando in pullman in piazzale Europa e proveniente da Roma. La polizia è intervenuta dopo che il nigeriano era salito a bordo di un’auto a motore acceso alla guida della quale c’era un connazionale di 40 anni. La perquisizione a casa di quest’ultimo ha portato al ritrovamento di altri 8,1 chili di marijuana. Nell’abitazione c’era la moglie del 40enne, una donna di 30 anni, anche lei arrestata come i due uomini. Fondamentale l'utilizzo, per scoprire la droga, del cane Victor, addestrato dalla polizia municipale. Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati al terzetto anche otto telefoni cellulari, un bilancino di precisione e 740 euro in contanti. Le scarcerazioni decise dal tribunale di Reggio avevano fatto intervenire anche la segreteria provinciale del Pd, che chiedeva di «cambiare le leggi e dare più strumenti alle forze di polizia».
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