«En.Cor, serve una commissione consiliare»
Correggio, il comitato al sindaco: «Non ci piace il tentativo di dissimulare le conseguenze del disastro»
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CORREGGIO.. «Almeno 4.903.500 euro di conferimenti di beni e denaro fatti a En.Cor quando era di sua “proprietà” e non più recuperabili; almeno 1.206.624 euro di costi sostenuti dal Comune per spese legali, consulenze, imposte e tasse sempre legate alla vicenda En.Cor». A fare la conta del denaro perso dal Comune di Correggio nell’affair En.Cor è il comitato di cittadini di Correggio “Via la nebbia”, in replica alla recente conferenza stampa del sindaco Ilenia Malavasi sulla situazione.
Dal Comitato, arrivano parole di apprezzamento per «l’impegno che Ilenia Malavasi e la sua giunta hanno messo nell’affrontare le conseguenze di tale eredità, ad esempio ottenendo un significativo “sconto” dalle tre banche creditrici». Ma arrivano anche rimostranze. «Non ci piace, invece, che il sindaco non ci dica nel dettaglio quali sono state finora le vendite patrimoniali e quanto hanno consentito di realizzare, quali sono state finora le razionalizzazioni della spesa corrente e quanto hanno consentito di realizzare considerando che il totale deve dare circa 10.000.000 di euro – spiegano – E non ci piace nemmeno il tentativo di dissimulare, visto che nasconderle non si può più, le gravosissime conseguenze del disastro En.Cor. Quasi che i correggesi fossero dei “minori” a cui non si può dire tutta la verità; anche se un sospetto viene: la sindaca sarebbe altrettanto soft se l’Amministrazione che ha creato cotanto casino fosse stata guidata da un partito diverso dal suo?».
«Anche nel suo ultimo comunicato, si continua a sostenere che “i servizi di eccellenza già presenti” sono stati garantiti (così come i posti di lavoro dei dipendenti comunali) e non sono aumentate le tasse. Come si è ottenuto questo encomiabile risultato? Vendendo un po’ di patrimonio e “razionalizzando” la spesa corrente – sottolineano i cittadini –. “Razionalizzare”, dice il dizionario Garzanti, è “l’atto di rendere più efficiente e rispondente allo scopo”. Si sta quindi sostenendo che diminuendo mediamente la spesa corrente di un paio di milioni all’anno si potevano e si potranno fare le stesse cose di prima e anche meglio? Ovvero che prima ogni anno si spendevano 2 milioni in più di quanto sarebbe stato necessario? Messa così si potrebbe arrivare alla conclusione che la vicenda En.cor anziché un disastro è stata un toccasana per Correggio. Per favore, un po’ di rispetto per l’intelligenza dei cittadini! Se non si vuole chiamarli col loro nome, cioè “tagli”, quantomeno li si definisca “consistenti risparmi di spesa corrente”, come fa la Corte dei Conti».
«Noi siamo disponibili, e lo diciamo senza ironia, a riconoscere la fatica e anche la frustrazione di chi ha scelto di amministrare la nostra città in un momento in cui ci si deve soprattutto occupare di come pagare debiti – prosegue il comitato –. Per contro, vogliamo che si capisca che molti correggesi non sono disposti ad accontentarsi di generici e tranquillizzanti comunicati». Per questo hanno due proposte: «La creazione di una sezione apposita sul sito ufficiale del Comune che metta a disposizione di tutti i cittadini tutta la documentazione. E la creazione di una Commissione consigliare di indagine su En.Cor». «Non c’è solo la magistratura che può e deve avere un ruolo in questa operazione di verità. Al di là degli eventuali illeciti sui quali può indagare e pronunciarsi solo la magistratura, è evidente che dentro e intorno ad En.Cor si sono verificati fatti e comportamenti gravi e deprecabili anche sul piano morale e politico, incompatibili con una corretta e trasparente gestione di un ente pubblico e di una sua società partecipata. Questo sarebbe un segno di vera trasparenza» concludono.
Dal Comitato, arrivano parole di apprezzamento per «l’impegno che Ilenia Malavasi e la sua giunta hanno messo nell’affrontare le conseguenze di tale eredità, ad esempio ottenendo un significativo “sconto” dalle tre banche creditrici». Ma arrivano anche rimostranze. «Non ci piace, invece, che il sindaco non ci dica nel dettaglio quali sono state finora le vendite patrimoniali e quanto hanno consentito di realizzare, quali sono state finora le razionalizzazioni della spesa corrente e quanto hanno consentito di realizzare considerando che il totale deve dare circa 10.000.000 di euro – spiegano – E non ci piace nemmeno il tentativo di dissimulare, visto che nasconderle non si può più, le gravosissime conseguenze del disastro En.Cor. Quasi che i correggesi fossero dei “minori” a cui non si può dire tutta la verità; anche se un sospetto viene: la sindaca sarebbe altrettanto soft se l’Amministrazione che ha creato cotanto casino fosse stata guidata da un partito diverso dal suo?».
«Anche nel suo ultimo comunicato, si continua a sostenere che “i servizi di eccellenza già presenti” sono stati garantiti (così come i posti di lavoro dei dipendenti comunali) e non sono aumentate le tasse. Come si è ottenuto questo encomiabile risultato? Vendendo un po’ di patrimonio e “razionalizzando” la spesa corrente – sottolineano i cittadini –. “Razionalizzare”, dice il dizionario Garzanti, è “l’atto di rendere più efficiente e rispondente allo scopo”. Si sta quindi sostenendo che diminuendo mediamente la spesa corrente di un paio di milioni all’anno si potevano e si potranno fare le stesse cose di prima e anche meglio? Ovvero che prima ogni anno si spendevano 2 milioni in più di quanto sarebbe stato necessario? Messa così si potrebbe arrivare alla conclusione che la vicenda En.cor anziché un disastro è stata un toccasana per Correggio. Per favore, un po’ di rispetto per l’intelligenza dei cittadini! Se non si vuole chiamarli col loro nome, cioè “tagli”, quantomeno li si definisca “consistenti risparmi di spesa corrente”, come fa la Corte dei Conti».
«Noi siamo disponibili, e lo diciamo senza ironia, a riconoscere la fatica e anche la frustrazione di chi ha scelto di amministrare la nostra città in un momento in cui ci si deve soprattutto occupare di come pagare debiti – prosegue il comitato –. Per contro, vogliamo che si capisca che molti correggesi non sono disposti ad accontentarsi di generici e tranquillizzanti comunicati». Per questo hanno due proposte: «La creazione di una sezione apposita sul sito ufficiale del Comune che metta a disposizione di tutti i cittadini tutta la documentazione. E la creazione di una Commissione consigliare di indagine su En.Cor». «Non c’è solo la magistratura che può e deve avere un ruolo in questa operazione di verità. Al di là degli eventuali illeciti sui quali può indagare e pronunciarsi solo la magistratura, è evidente che dentro e intorno ad En.Cor si sono verificati fatti e comportamenti gravi e deprecabili anche sul piano morale e politico, incompatibili con una corretta e trasparente gestione di un ente pubblico e di una sua società partecipata. Questo sarebbe un segno di vera trasparenza» concludono.
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