Reggio Emilia, i ponti di Calatrava al buio altri due mesi
Il Comune ha acquistato lo scorso dicembre le luci per sostituire quelle bruciate: saranno montate non prima di marzo
REGGIO EMILIA. Le porte della città continuano ad essere al buio. Con i ponti di Calatrava che non danno segni di vita. Da ottobre. Quando un nostro lettore su Facebook avanzò anche una proposta concreta: “Chiedo a Unindustria Reggio Emilia di farsi promotrice di una raccolta di fondi per sostituire quelle luci casomai con tecnologie più economiche che rispetti i consumi e con una durata maggiore di vita dell’impianto d’illuminazione”. Sono passati tre mesi ma dell’illuminazione dei fari che irroravano di luce bianca le porte della città, rappresentando una delle più belle (e sbandierate) cartoline di Reggio Emilia, non c’è ancora traccia.
Giusto per dare una speranza a chi, ogni volta che si trova a transitare sui ponti, continua a chiedersi (se non ha già smesso di farlo) quando i ponti torneranno a risplendere, oggi siamo in grado di dare una certezza. Anche se a medio termine. Ebbene, a dicembre il Comune ha acquistato le luci nuove destinate a sostituire quelle da tempo bruciate. Attualmente devono essere in qualche magazzino, ci auguriamo ben conservate, in attesa che i tecnici tra due mesi provvedano a montarle. Questi sono i tempi. E magari si può cominciare il countdown.
Detto ciò, e dal momento che si parla di illuminazione, è impossibile non pensare ad un’altra zona buia di Reggio sulla quale si sono concentrate, anche ultimamente, critiche e polemiche. Quella piazza Martiri dove buio è sinonimo di paura e insicurezza. Quella piazza Martiri che qualcuno ha voluto proprio così: in penombra perché più scenografica. Ma se proprio dobbiamo parlare di effetti scenici, concentriamoci sui ponti di Calatrava. La cui prima caratteristica è proprio la suggestione che si offre a chiunque per la prima volta li scopre arrivando a Reggio con l’immagine, ancora fissata nello sguardo, delle onde della stazione Mediopadana che corrono parallele all’autostrada. Un’architettura, quella firmata dall’archistar spagnolo, che in ogni caso dà il meglio di sè quando è illuminata. Rischiando, a luci spente, di perdersi in quell’area nord che si trova privata della sua porta d'accesso più prestigiosa. Al punto da essere diventata protagonista, quando le luci non avevano ancora dato forfait, di spot ad alto tasso di spettacolarità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
