Reggio Emilia: scritte antifasciste, quattro denunce per imbrattamento
Nei guai una trentenne e tre uomini di 43, 24 e 23 anni. Colti sul fatto dalle immagini della videosorveglianza
REGGIO EMILIA. La crociata è iniziata. E la vicenda è stata anche segnalata alla Digos. Il motivo? Il contenuto di carattere politico delle scritte, con le quali quattro persone hanno imbrattato strade e muri del centro storico. La guerra alle scritte sui muri, lanciata nelle scorse settimane da Comune e Confedilizia, miete infatti le prime vittime.
Quattro persone – una donna di 30 anni e tre uomini di 43, 24 e 23 anni – sono state individuate, identificate e denunciate dalla Polizia municipale come autori dell’imbrattamento di diversi muri di edifici tra via Roma e via Emilia San Pietro. Le scritte sono state realizzate tra venerdì e sabato, esattamente nello stesso punto in cui in mattinata era previsto un banchetto di Casapound.
Il banchetto è poi saltato, dal momento che tra via Roma e via Emilia San Pietro sono scesi in piazza circa una ventina di attivisti Aq16, occupando lo spazio pubblico destinato ai neofascisti, che hanno rinunciato all’iniziativa.
Le quattro persone denunciate, tuttavia, non sono fra gli animatori dell’iniziativa del Laboratorio Aq16. E appartengono ad altri gruppi di antifascisti presenti nel Reggiano.
Scritte e graffiti sono apparsi sui muri, ripuliti da poco, del palazzo Renata Fonte (ex Tribunale), su altre facciate di edifici privati e sui marciapiedi nella zona compresa tra via Emilia San Pietro e via Roma. Le telecamere di videosorveglianza presenti in zona, collegate alla Centrale operativa della Polizia municipale, hanno filmato i momenti dell’azione. A queste immagini, poi, si sono aggiunte anche le segnalazioni da parte di cittadini.
I componenti del gruppo, nascosti da giacconi, cappucci e sciarpe, si sono presentati in via Emilia e hanno cominciato ad attaccare manifesti antifascisti e a imbrattare i muri con spray di colore nero. Uno dei membri del gruppo, rivolto a una delle telecamere, ha pure fatto il gesto del saluto.
Pochi minuti dopo, però, c’è stato l’arrivo di due pattuglie di agenti della Municipale, allertati sia dalla Centrale operativa di via Brigata Reggio sia da alcuni cittadini, che per altro avevano avvertito l’odore pungente di vernice fresca che si stava nella zona.
All’arrivo delle pattuglie il gruppo ha tentato di disperdersi, ma gli agenti hanno fermato e identificato le quattro persone. Mentre i filmati delle telecamere sono ancora al vaglio degli inquirenti per individuare eventuali complici, i quattro fermati sono stati denunciati per il reato di imbrattamento.
Infine, in considerazione del contenuto politico delle scritte, la vicenda è stata segnalata per ulteriori approfondimenti alla Questura, competente in materia.
La mattina successiva, invece, nello stesso punto c’è stato l’arrivo degli attivisti del laboratorio Aq16, scesi in strada anch’essi per manifestare contro il gruppo neofascista. Il gruppo di Aq16 si era organizzato dalla sera prima, dopo aver saputo che Casapound aveva intenzione di raccogliere firme in un banchetto.
«Non abbiamo realizzato alcuna scritta - commentano gli attivisti - al contrario, in questo periodo siamo impegnati a cancellare scritte fasciste presenti sui muri e in varie zone della città. Gruppi come Casapound e Forza Nuova, ma anche Blocco studentesco e Lotta Studentesca, stanno affiggendo manifesti in vari punti di Reggio. Anche nelle scuole. Noi non li vogliamo a Reggio Emilia, per questo cancelliamo le loro scritte nelle quali fanno propaganda».
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