Viaggio ad Auschwitz, gli studenti reggiani pronti a partire
Reggio Emilia, l’iniziativa di Istoreco presentata all’istituto Canossa: studenti protagonisti, scriveranno un diario per la Gazzetta
REGGIO EMILIA. Conoscere e raccontare con le proprie parole, con tutti gli strumenti a disposizione. È la “missione” per gli oltre mille studenti che fra poche settimane parteciperanno all’edizione 2018 del Viaggio della Memoria Istoreco diretta in Polonia, alla città di Cracovia e al complesso di concentramento e di sterminio di Auschwitz/Birkenau.
Una missione ribadita venerdì mattina dal caporedattore di Gazzetta di Reggio Andrea Mastrangelo e dal referente del Viaggio Matthias Durchfeld a due classi coinvolte, la quinta B e la quinta G dell’istituto magistrale Canossa. Da anni la Gazzetta di Reggio collabora col Viaggio con resoconti e approfondimenti, spesso affidati direttamente agli studenti e poi pubblicati sulla versione cartacea e sul sito internet del giornale. Il rapporto proseguirà anche nel 2018 ed è stato ribadito venerdì mattina nell’incontro comune, che ha visto protagonisti Mastrangelo e Durchfeld e una cinquantina di ragazze e ragazzi ormai prossime all’esperienza in Polonia.
È stata un’occasione per parlare della storia e delle vicende che si andranno a conoscere direttamente sul campo. A partire dalla seconda guerra mondiale si è arrivati alle spietate politiche naziste che hanno portato all’Olocausto e alla creazione del complesso di Auschwitz/Birkenau. Simbolo cupo ma non completamente oscuro, perché in quegli anni migliaia di persone hanno mostrato coraggio e generosità, mettendo in gioco la propria vita per aiutare potenziali vittime innocenti.
È il caso dei giusti delle nazioni, donne ed uomini di origine non ebraica che durante la guerra hanno salvato la vita ad ebrei. Allo Yad Vashem, il memoriale dell’Olocausto di Gerusalemme, è contenuto un elenco di questi giusti, a cui è dedicata questa edizione del Viaggio della Memoria. Nella lista, due nomi legati a Reggio. Il primo è quello di don Enzo Boni Baldoni, sacerdote cavriaghese. Parroco a Quara di Toano nel periodo del conflitto, ha dato ospitalità e aiutato alcune famiglie ebree in fuga. Il secondo è Gino Bartali che durante la guerra ha usato la sua bici per portare in giro documenti falsi, necessari per l’espatrio.
Reggio è una delle poche città ad averlo omaggiato per questo ruolo, intitolandogli la scuola elementare di via Premuda. Non mancano gli spunti. Spunti che dovranno tramutarsi in testi, immagini, video per la Gazzetta. L’unica regola è l’autenticità, ha ribadito Mastrangelo: gli studenti sono invitati a raccontare quello che vedono come meglio credono, senza farsi influenzare da nessuno. (adr.ar.)
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