Casalgrande, partita Under 17: arbitro furioso si scaglia contro uno spettatore
L’uomo ha sospeso per un minuto la gara e ha raggiunto la tribuna piena per lo più di genitori dei giovani giocatori. I due vengono alle mani
CASALGRANDE. Se avesse dovuto estrarre dal taschino un cartellino, sarebbe stato costretto a sventolare quello rosso anche davanti ai propri occhi, autopunendosi per la reazione nei confronti di uno spettatore tutt’altro che tenero nei suoi confronti. E la partita di pallamano giovanile in programma al Palakeope di Casalgrande, tra l’incredulità dei presenti, sarebbe terminata in anticipo per... espulsione dell’arbitro.
Del clima esasperato sugli spalti di uno stadio si parla sempre più di frequente, troppo spesso anche in quei campionati dove l’unico pensiero dovrebbe essere quello di vivere i valori più genuini dello sport. Capita nel calcio come in qualsiasi altra disciplina, quando il tifo si trasforma in qualcosa che va in direzione del tutto opposta.
Lo testimonia l’episodio accaduto sabato pomeriggio al Palakeope, nel corso della gara di pallamano Under 17 tra i padroni di casa della Spallanzani Casalgrande e il Bologna United, dove gli spettatori sono perlopiù i genitori dei giocatori.
Ma, a differenza di quello che solitamente accade, questa volta è stato l’arbitro a perdere la pazienza, fino ad esplodere, rischiando di finire da vittima a colpevole. Sentendosi ripetutamente contestato, per usare un eufemismo, ha interrotto la gara e si è diretto verso la tribuna, dopo aver individuato tra gli spettatori presenti chi lo aveva messo nel mirino sin dal fischio d’inizio.
I giocatori delle due squadre hanno assistito attoniti alla scena, non rendendosi ben conto di cosa stesse accadendo e chiedendosi se la partita fosse stata sospesa. Ben presto lo hanno capito, quando l’arbitro si è presentato a muso duro davanti al genitore “tifoso”, rispondendo per le rime e, pare, mettendogli anche una mano sul bavero. Tutto è durato non più di un minuto e si risolto grazie all’intervento pacificatorio di chi li circondava, quando anche i due hanno capito di aver oltrepassato il limite.
Così gli animi si sono calmati e la situazione è tornata alla normalità: l’arbitro è tornato in campo e ha portato a termine la gara. Perché, in fin dei conti, quello che avrebbe dovuto fare era pensare solo ad arbitrare e al tempo stesso essere lasciato arbitrare, cosa ormai sempre più difficile. (m.c.)
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