«Ci siamo fermati ma era già troppo tardi»
Il racconto di due tassisti giunti poco dopo l’incidente. «Chiamata al 118 ma il polso non c’era più»
REGGIO EMILIA. Fabrizio Giraud fa il tassista ed era di passaggio sabato notte in via Fratelli Manfredi. Ha visto l’Alfa Romeo semidistrutta sull’anteriore e un ragazzo esanime, steso su un’aiuola poco distante. È stato uno dei primi testimoni delle fasi successive all’incidente: ha subito capito che la situazione era tragica per Albert Begjanov, il 28enne investito in via Fratelli Manfredi dalla berlina diretta verso Villa Sesso.
Poco dopo il suo arrivo è giunto sul posto un altro tassista, Gaetano Bontempelli, volontario della Croce Rossa, anche lui impegnato nel servizio notturno nel suo taxi bianco. Subito hanno allertato il 118 per chiedere l’immediato invio di un’ambulanza e dell’automedica per il ragazzo che era rimasto a terra, senza alcun segno di vita. Il guidatore dell’auto che lo ha investito, invece, era scosso ma sembrava essere in buone condizioni, senza alcuna ferita evidente. «Sono sceso dall’auto, abbiamo chiamato la centrale operativa del 118 ma il ragazzo a terra non dava segni di vita – racconta Bontempelli –. Gli ho sentito il polso e non c’era già più battito. In pochi istanti è arrivata l’ambulanza, poi i medici che hanno confermato il decesso». I soccorsi tempestivi purtroppo non sono serviti a salvare la vita al giovane travolto dall’Alfa Giulia, rimasta distante qualche metro dalla salma del giovane falciato sull’asfalto della lunga via che collega Reggio con la prima periferia nord. Una strada trafficata a quell’ora soprattutto dal popolo della notte che stava tornando a casa dopo essere stato in discoteca. (e.l.t.)
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