Morto padre 35enne finito con l’auto contro un muro
Casalgrande, l’incidente è avvenuto alle 3 a Salvaterra Lisandro Quiala Alayo non ha affrontato una rotonda
CASALGRANDE. Un giovane padre di 35 anni è morto nel cuore della notte, mentre faceva rientro a casa. È rimasto vittima di uno schianto violentissimo che non gli ha lasciato scampo. Con l’auto è finito contro il muro di recinzione di un’azienda, dopo avere tirato dritto a una rotonda e avere abbattuto alcuni cartelli stradali.
Tutte da chiarire le cause del drammatico schianto. L’uomo si chiamava Lisandro Quiala Alayo. Era di origine cubana (nato a Santiago di Cuba), ma viveva a Rubiera dove aveva la sua residenza. Quiala Alayo era sposato con una reggiana, Serena Esposito, molto conosciuta perché fino al 2016 era stata titolare del ristocafè Emily, di via Contarella a Scandiano; oltre al fatto che i genitori di lei sono stati per anni titolari di bar a Rubiera e ad Arceto, qui in particolare del locale accanto al distributore Agip.
La coppia era appassionata di balli latini. Dal loro matrimonio è nata una bellissima bimba che ora resta orfana di padre.
Il drammatico incidente è avvenuto poco prima delle 3 a Salvaterra, sulla provinciale 51, nel tratto denominato via San Lorenzo, all’altezza dell’area artigianale “La Macina”.
Secondo una prima ricostruzione, ancora all’esatto vaglio dei carabinieri della stazione di Casalgrande che hanno proceduto ai rilievi con i colleghi della stazione di Albinea e del nucleo radiomobile di Reggio Emilia, l’uomo stava conducendo la sua auto, una Ford Focus, lungo la provinciale con direzione Rubiera, quando, giunta all’altezza dell’incrocio con via Dell’Artigiano, regolato da una rotonda, ha tirato dritto.
Con l’auto ha abbattuto i cartelli stradali per poi proseguire la marcia per circa un’ottantina di metri e schiantarsi contro un muro di recinzione, all’ingresso degli uffici direzionali dell’azienda Modula.
Un impatto violentissimo e purtroppo letale per il conducente. L’uomo è morto sul colpo per le gravi lesioni riportate. Sul posto sono intervenuti i mezzi inviati dal 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.
Gli uomini del 115 sono stati chiamati a intervenire per liberare la salma incastrata tra le lamiere. La scena che si è presentata ai soccorritori è stata straziante. La Ford Focus era ridotta a un ammasso di lamiere con la parte anteriore completamente distrutta e il parabrezza frantumato.
Per l’uomo alla guida non c’è stato scampo a un impatto tanto violento. Inutile quindi per lui l’intervento dei soccorritori.
Dopo averlo liberato da quella trappola mortale il corpo di Quiala Alayo è stato poi ricomposto e condotto all’obitorio del cimitero nuovo di Coviolo a Reggio Emilia. Qui è rimasto a disposizione della Procura reggiana. Sull’incidente infatti verrà aperta un’inchiesta per far luce sulla dinamica dell’accaduto. E già oggi si potrà sapere se il magistrato titolare intende fare effettuare l’autopsia.
Quiala Alayo potrebbe essere rimasto vittima di un colpo di sonno, o di un malore. Ma a costargli la vita potrebbe essere anche stata una semplice distrazione.
La provinciale teatro dell’incidente costato la vita al giovane padre è percorsa ogni giorno da migliaia di automobilisti. Collega infatti Rubiera, con Casalgrande, Sassuolo e Castellarano. Ma a quell’ora della notte erano davvero poche le auto in circolazione.
Per capire quanto accaduto è probabile che i carabinieri visionino anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle aziende che insistono su quel tratto di strada. Proprio nel punto in cui l’auto del 35enne si è schiantata senza lasciare scampo al conducente c’è una telecamera. Altre sono disseminate lungo il percorso per vigilare su uffici e prefabbricati e agli ingressi delle aree aziendali.
Si potrà così almeno escludere il coinvolgimento nello schianto di altre vetture. La notizia dell’incidente ha fatto in breve il giro di amici e clienti, increduli e prostrati da questa morte.
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