Azioni contro il rischio spopolamento
La “Strategia Nazionale per le Aree Interne” (Snai) è, assieme alle politiche per le città, una delle due grandi politiche territoriali promosse dal Governo nel ciclo di programmazione 2014/2020....
La “Strategia Nazionale per le Aree Interne” (Snai) è, assieme alle politiche per le città, una delle due grandi politiche territoriali promosse dal Governo nel ciclo di programmazione 2014/2020.
Agisce sulle aree caratterizzate da fenomeni di spopolamento e invecchiamento della popolazione che rappresentano una parte ampia del Paese, circa tre quinti del territorio. Per invertire la tendenza e intraprendere duraturi percorsi di sviluppo, la Snai mette a disposizione della singola area interna pilota stanziamenti nazionali e regionali per un totale minimo di 7,5 milioni di euro, di cui: 3 milioni 740 mila euro (fondi legge di stabilità) per incrementare i servizi di trasporto, istruzione e sanitari; almeno altrettanti per azioni di sviluppo locale e produttivo. La Strategia, che si caratterizza per l’intensa attività di progettazione dal basso, coinvolge lo Stato, le Regioni e i sindaci delle aree interne pilota, che devono nominare un portavoce.
Le quattro aree interne dell’Emilia Romagna sono Appennino Emiliano; Basso Ferrarese; Appennino Piacentino Parmense; Alta Valmarecchia.
Nel complesso sono coinvolti 71 Comuni, in buona parte piccoli e piccolissimi, e salvo quelli del Basso Ferrarese ricadenti in area montana e collinare. Il cuore degli interventi Snai si concentra però nelle cosiddette aree progetto, considerate maggiormente critiche, e che coinvolgono 35 comuni. L’Appennino Emiliano, prima area interna, finanziata con la legge di stabilità del 2014 i cui fondi sono stati programmati con la delibera Cipe n. 9/2015, è stata la prima ad avviare le attività di programmazione nell’area. Il portavoce dell’area è il presidente dell’Unione dei Comuni Appennino Reggiano, Enrico Bini (nella foto).
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