Ieri l’addio a Sandro Tallarico caccia alla pistola del delitto
LUZZARA. L’ultimo saluto a Sandro Tallarico, commerciante originario di Luzzara asssassinato a Mantova, è stato dato ieri pomeriggio alle 15 nella parrocchiale dell’Annunciazione di Roverbella, il...
LUZZARA. L’ultimo saluto a Sandro Tallarico, commerciante originario di Luzzara asssassinato a Mantova, è stato dato ieri pomeriggio alle 15 nella parrocchiale dell’Annunciazione di Roverbella, il paese mantovano in cui viveva da anni. Una cerimonia in forma riservatissima, con solo i pochi famigliari e qualche amico. Il feretro è partito dalle camere mortuarie dell’ospedale Poma dopo che, compiuta l’autopsia nella giornata di venerdì, la Procura ha rilasciato il nulla osta alla sepoltura. Nei giorni scorsi la famiglia non ha annunciato le esequie, per motivi di riservatezza. Presenti all’ingresso della chiesa poche decine di persone, amici stretti, che in questi giorni stanno cercando di dare forza alla famiglia dell’uomo, la moglie Monica Moioli, la figlia Valentina, il fratello Paolo. Presenti anche i carabinieri.
Nel frattempo continuano le ricerche finalizzate trovare l’arma del delitto. Il Saf, il nucleo speleo alpino fluviale dei vigili del fuoco di Mantova, è impegnato sotto il ponte di San Giorgio a caccia della pistola usata nell’omicidio di Sandro Tallarico. Mentre sabato il lavoro di ricerca è stato in acqua, con i sommozzatori, ieri mattina sono state scandagliate le rive del lago e la base del ponte. Non è emerso nulla. L’arma non si trova, probabilmente il killer del commerciante 57enne non l’ha buttata nel lago, né sotto il ponte.
I giorni intanto passano, l’agguato mortale del commerciante è avvenuto ormai una settimana fa, mercoledì mattina intorno alle nove e mezza, per la precisione, dopo che aveva parcheggiato il fuoristrada nel parcheggio di Campo Canoa per attraversare a piedi il ponte e arrivare al negozio di cappelli gestito dal fratello in piazza Marconi.
Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, coordinate dalla Procura, come sempre in questi casi si basano su diversi strumenti: celle telefoniche, il cellulare della vittima, gli esiti dell’autopsia e i filmati delle telecamere. In questi giorni i tecnici dell’Investigativo hanno richiesto alla polizia locale tutti i video delle telecamere posizionate a monte e a valle del ponte, cioè a Sparafucile, all’ingresso dell’ecotunnel, a Campo canoa, davanti al castello di San Giorgio. Anche quelle dei parcheggi vicini alla zona. I filmati ci sono (non sono collegate solo le telecamere del parcheggio lungolago Gonzaga) ma a quanto pare non ssembrano essere utili - almeno fino a questo momento - per ricomporre la scena del delitto.
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