Magistrati onorari, tolto il porto d’armi
Protesta la magistratura non togata: «Non c’è sicurezza in udienza, minacciati anche a Reggio»
REGGIO EMILIA. Minacciati in udienza e fuori. Succede ai magistrati onorari al Sud ma anche al Nord, come da quanto “filtra” è accaduto anche a Reggio Emilia.
Segnalazioni preoccupanti da parte di magistrati non togati che oltretutto sono sul piede di guerra e scioperano – per circa un mese i giudici di pace (dall’8 gennaio al 4 febbraio), dal 29 gennaio al 2 febbraio giudici (got) e vice procuratori onorari (vpo) – contro la recente riforma che considerano oltremodo penalizzante per la categoria che amministra, di fatto e da tempo, la metà della giustizia italiana (sia civile che penale). E in questo clima arriva come “benzina sul fuoco” la circolare del ministero della Giustizia che dispone il ritiro ai magistrati onorari del tesserino di riconoscimento personale valido al fine del porto d’armi senza licenza. Si tratta del tesserino rilasciato per legge dal 1994 e che consente ai magistrati non togati d’avere il porto d’armi senza licenza ai soli fini di difesa personale (come continua ad avvenire per i magistrati di carriera, ndr). Il tesserino è stato ritirato perché per il Ministero la magistratura onoraria è prevista come “meramente eventuale” e ad essa possono essere attribuite funzioni che, invece, “fisiologicamente” sono esercitate dai magistrati togati. Una decisione che preoccupa e non poco perché di esempi di intimidazioni non mancano: l’auto di un giudice onorario crivellata di colpi a Taranto, l’omicidio in Sicilia di un magistrato non togato. Un quadro pericoloso a cui non fa eccezione il nostro tribunale, in cui sono fioccate delle minacce in aula. «Il ritiro dei tesserini – rimarca il Gruppo di coordinamento del movimento Sei Luglio – è l’occasione per denunciare un problema gravissimo di mancanza di tutela dei molti magistrati onorari che, soprattutto nelle zone in cui è radicata la criminalità organizzata (e Reggio Emilia non è certo immune, ndr), subiscono minacce da parte degli imputati. Mentre gli uffici del Ministero saranno impegnati a ritirare 5mila tesserini utili per la loro sicurezza e a stamparne altrettanti di nuovi senza la dicitura “vale ai fini del porto d’armi senza licenza”, quei magistrati onorari continueranno a svolgere il loro servizio “casualmente” nonostante le intimidazioni».
È probabile che questo ritiro dei tesserini venga impugnato davanti al Tar.(t.s.)
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