Reggio Emilia, attese da incubo al call center della carta d’identità elettronica
Estenuanti telefonate per prendere l’appuntamento per il documento elettronico, poi la comunicazione si interrompe
REGGIO EMILIA. «La vostra chiamata è molto importante per noi». Sì, così importante che vogliamo tenervi al telefono il più a lungo possibile...
Dal 15 gennaio di quest’anno è partito anche nel Comune di Reggio Emilia il nuovo servizio di rilascio della carta di identità elettronica, così come è stato disposto dal ministero dell’Interno. Un servizio che comporta diverse novità, dall’identità digitale automatica alle modalità di rilascio su appuntamento, e che complessivamente ammoderna il documento agli standard comunitari. Insomma, le qualità ci sono, ma anche gli intoppi.
Sarà che siamo ancora in una fase di rodaggio, sarà che i call center sono l’incubo di tutti gli italiani in qualunque settore, ma sono stati in tanti i reggiani che ci hanno segnalato problemi con le attese al telefono quando è stato il momento di prendere l’appuntamento per il rilascio. Secondo quanto previsto dalle nuove procedure infatti, e come ampiamente pubblicizzato da alcuni grossi manifesti appesi in diverse zone della città, è necessario fissare un appuntamento all’anagrafe centrale o alle anagrafi decentrate di Pieve Modolena e Ospizio telefonando allo 0522/58.59.58, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 o il giovedì dalle 14.45 alle 17.45. Niente di più facile, se non fosse che riuscire a parlare con un operatore è stato per molti uno stillicidio.
Una volta che si compone il numero, una voce femminile pre-registrata ci accoglie nel più caloroso dei modi, spiegandoci che al momento tutti i centralinisti sono impegnati e pregandoci di aspettare perché, per loro, la nostra chiamata «è molto importante».
Così, confortati da questo inatteso affetto e sentendoci un po’ a casa, restiamo fiduciosi in attesa. Accompagnata dalle note dell’Estro Armonico, inciso dal Rondò Veneziano, la voce ci accompagna passo dopo passo elencandoci di volta in volta la nostra posizione in lista.
Prima quattordicesimi, poi noni, quinti, terzi e alla fine, dopo circa una quarantina di minuti, ecco che arriva il nostro turno. La musica si interrompe, il telefono comincia a squillare come una normale chiamata e in fretta ci ricapitoliamo a mente tutte le informazioni necessarie per prenotare un appuntamento: codice fiscale, indirizzo email e un recapito telefonico.
Ma, proprio sul più bello, al quinto squillo cade improvvisamente la linea lasciandoci così, di sasso, con le parole morte in bocca.
Ad altri ancora, invece, nei primi giorni di attivazione del servizio era andata anche peggio: la telefonata si interrompeva automaticamente dopo circa una quindicina di minuti. Ma, per quanto riguarda quest’ultimo disguido, il Comune ha fatto sapere di aver risolto in poco tempo.
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