A Torino c’è il servizio di parto a domicilio
CASTELNOVO MONTI. Non c’è solo l’omonimia a rendere interessante una particolare attività che all’ospedale Sant'Anna di Torino (nella foto), specializzato per l’ostetricia e ginecologia, ha celebrato...
CASTELNOVO MONTI. Non c’è solo l’omonimia a rendere interessante una particolare attività che all’ospedale Sant'Anna di Torino (nella foto), specializzato per l’ostetricia e ginecologia, ha celebrato il 20° compleanno, con risultati quantomeno interessanti: il servizio di parto a domicilio. Un modello raro in Italia, portato avanti in condizioni certamente molto diverse da quelle che presenterebbe l’Appennino emiliano dove sono stati chiusi i punti nascita negli ospedali di Castelnovo Monti, Borgotaro e Parma, ma che sicuramente offre spunti interessanti, che possono anche prefigurare sviluppi futuri del sistema sanitario. Il servizio attivato a Torino nasce in modo ufficiale alla fine del 1997. All’epoca le ostetriche raggiungevano le donne nelle loro abitazioni su una Fiat 126, mentre oggi sono due le ostetriche reperibili che seguono le donne in gravidanza e durante i parti a domicilio. In 20 anni (dati aggiornati allo scorso 31 dicembre) sono state 903 le donne seguite in gravidanza dalle ostetriche del Servizio. Delle 545 donne risultate idonee al parto a domicilio, in 445 hanno iniziato il travaglio in casa ed in 368 hanno poi partorito nella propria abitazione: 112 (il 30% circa) erano al primo figlio. Sul tema sicurezza, vengono applicati protocolli per il parto a domicilio, seguiti dal servizio pubblico, estremamente rigidi e basati su criteri oggettivi. Le donne che hanno scelto di partorire a casa hanno un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, una scolarità medio-superiore e sono al secondo figlio o oltre. Le differenze principali con un’ipotetica applicazione in Appennino derivano ovviamente dalle caratteristiche geografiche e territoriali: le famiglie che contattano il servizio torinese di solito vivono nel capoluogo o nella prima cintura. Un criterio che viene applicato rigidamente prevede l’accessibilità e la possibilità di raggiungere l’ospedale ostetrico ginecologico più vicino in 20-30 minuti. Questa tempistica per i paesi del crinale sarebbe forse applicabile grazie all’elisoccorso, peraltro attivato dall’elisuperficie di Castelnovo H24 da pochi mesi, ma che non può volare in tutte le condizioni.
Il servizio è costruito per offrire continuità assistenziale. Le ostetriche seguono le coppie che lo richiedono per tutti e nove i mesi di gravidanza, effettuano le visite a casa per tutto il periodo perinatale, fino a 40 giorni dopo la nascita.
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