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Si anima il dibattito sul futuro del Millefiori

Si anima il dibattito sul futuro del Millefiori

Novellara: domani sera in via Veneto si terrà un’assemblea pubblica organizzata dai sindacati

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NOVELLARA. Un momento pubblico per parlare del futuro dell’istituzione Millefiori e del futuro dei servizi sociali per gli anziani a Novellara e nel distretto circostante. Un tema decisamente caldo, dopo mesi di discussioni, di proteste dei dipendenti e di dubbi, che sarà al centro dell’assemblea pubblica in programma domani, a Novellara, organizzata dai sindacati confederali Cgil Cisl e Uil.

L’appuntamento è alle 20.30 al circolo ricreativo di via Veneto 30, per un incontro aperta alla città a cui sono stati invitati gli amministratori locali e tutti i consiglieri comunali. Il nodo della questione, valido non solo a Novellara, è la gestione delle strutture di accoglienza e cura per gli anziani. Negli ultimi venti anni, per organizzare meglio questi servizi, i Comuni hanno spesso dato vita ad istituzioni e Asp (Aziende di servizi alla persona) gestite direttamente dalla macchina pubblica. Questi ultimi anni di difficoltà economiche generalizzate e di calo di risorse hanno messo a rischio questa impostazione, e da molte parti si sta valutando il passaggio ad altre forme di gestione. Gli ultimi due casi reggiani sono proprio Novellara e l’Asp don Cavalletti di Carpineti. A Novellara l’amministrazione vorrebbe trasformare l’istituzione in un’azienda speciale, che sarebbe comunque controllata dall’ente pubblico. A Carpineti si valuta di affidare la gestione diretta e quotidiana di tutti i servizi a cooperative esterne, come già fatto per alcune sezioni. In entrambi i contesti i lavoratori hanno avviato momenti di protesta per chiedere garanzie sulle loro posizioni, supportate nei giorni scorsi dalla Cgil provinciale. La Funzione Pubblica della Cgil ha parlato di una lotta «per la salvaguardia della natura pubblica dei servizi socio-assistenziali, come case protette, assistenza domiciliare e centri diurno». Per il sindacato non si può guardare solo al mero conto economico: «In più occasioni la politica locale ha giustificato spinte alla privatizzazione con la necessità di garantire equilibri finanziari ed eliminare peso gestionale dalle amministrazioni Comunali; ma se è importante avere “i conti in ordine”, è altrettanto importante mantenere un presidio pubblico che faccia da riferimento alle realtà locali ed ai cittadini», è la riflessione. Anche perché «nel nostro territorio la popolazione anziana è in costante aumento, con conseguenti nuovi bisogni che vanno rilevati, monitorati e soddisfatti, anche rivedendo l’organizzazione dei servizi erogati fino a questo momento; pertanto, non riteniamo “leale” da parte degli amministratori cedere i propri servizi al privato, perché questo determinerebbe un allontanamento della politica dai cittadini e dai loro bisogni». (adr.ar.)

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