Tumori, ogni anno 16mila nuovi casi
Fra Reggio, Modena, Parma e Piacenza 45 diagnosi al giorno, in calo rispetto al passato. Emilia al top per le cure mediche
REGGIO EMILIA . La possibilità di guarire e sopravvivere a una diagnosi di tumore è legata all’organo che viene colpito, ma è anche strettamente legata a una diagnosi precoce e a cure adeguate. Da qui l’importanza di adottare corretti stili di vita e sottoporsi agli screening, i cui dati hanno confermato come proprio controlli costanti per il tumore alla mammella e al colon–retto consentano di ottenere risultati importanti. I dati forniti ieri mostrano anche come la sopravvivenza al tumore nella nostra Regione sia la più alta in Italia, con il 62,4% rispetto al 56% della Sardegna e al 55% della Campania, entrambe in fondo alla classifica. I dati presentati ieri a Palazzo Rocca Saporiti dalle direzioni delle quattro aziende sanitarie di Reggio, Modena, Parma e Piacenza per quanto riguarda i tumori diagnosticati nel biennio 2013-2014 nell’Area vasta (province di Reggio, Modena, Parma, Piacenza, ovvero su un bacino di circa 2 milioni di abitanti), confermano il trend nazionale che vede un calo del numero delle nuove diagnosi di tumori in entrambi i sessi. Stando alla nostra provincia nel 2014 – ultimo anno per il quale sono disponibili i dati del registro tumori utilizzato – emerge però una percentuale più elevata rispetto alla media nazionale di tumori al polmone e di melanomi. Un dato, per quest’ultimo tipo di tumore, legato al fatto che otto siti produttivi sui dieci presenti in regione in cui veniva prodotto cemento–amianto erano collocati a Reggio.
Da qui l’attesa che il picco di questa tipologia di tumore vada a esaurimento dal 2020. Gli ultimi dati riportati ieri dicono che ogni giorno nelle quattro province prese a riferimento sono 45 le nuove diagnosi, per un totale di 16mila nuovi casi all’anno (compresi i 3mila casi di tumori alla pelle) e che in Italia il tumore al colon–retto resta al primo posto (tra uomini e donne) seguito da quello al polmone. In quest’ultimo caso, si assiste però a una diminuzione dell’incidenza negli uomini e in un aumento nelle donne. E la causa, sottolinea Lucia Mangone, presidente dell’Associazione italiana registri tumori e responsabile del Registro nella nostra provincia, «è nell’aumento del tabagismo nelle donne». Per quanto riguarda i dati emersi nelle quattro province nel periodo 2000-2014, negli uomini si registra un calo di tumori allo stomaco, colon–retto, fegato, polmone, prostata e leucemie, mentre tra le donne sono in diminuzione i tumori a stomaco, colon, fegato, colecisti, cervice uterina, mieloma. Sono invece in aumento tra gli uomini i tumori al testicolo (in particolare nella fascia di età 0- 49 anni) e alla tiroide, al polmone nelle donne, mentre quello al pancreas e i melanomi sono in crescita in entrambi i sessi. Sempre in riferimento all’area che da Modena va a Piacenza, dal confronto tra il periodo 2000-2004 e il 2005–2009, si registra un aumento della sopravvivenza che passa dal 58% al 62%.
«Cioè 640 persone», ha chiosato Lucia Mangone. Incrementi disomogenei con un +8% nel colon-retto e solo dell’1% nel tumore al polmone. L’altra conferma dal report presentato ieri è che i tumori reagiscono diversamente. I dati riferiti a tutto il nostro Paese mostrano che nel tumore alla tiroide la sopravvivenza è del 93%, nella prostata del 92%, nel testicolo del 91% e nell’87% nella mammella, mentre si passa all’8% per i tumori al pancreas, al 13% per quello all’esofago e al 16% per quello al polmone. Tornando ai dati riferiti all’anno 2014, i nuovi casi di tumore nelle quattro province sono stati 12.575 e la mortalità dovuta a tumore è stata pari a 6.024 persone (3.324 uomini e 2.682 donne). A Reggio invece sempre nel 2014 i decessi sono stati 1.470 (828 uomini e 642 donne) e la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è stata del 60,6%: un dato più basso della media: regionale (62,4%) e in linea con la media nazionale (60%). Infine le stime indicano nelle quattro province la presenza di 83mila persone che convivono da anni con una diagnosi di tumore e di queste 22mila risiedono nella nostra provincia.
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